La Nazionale a Tokyo è una bella sorpresa: i problemi sono rimasti a casa!

09.08.2021 00:08 di Umberto De Santis Twitter:    vedi letture
La Nazionale a Tokyo è una bella sorpresa: i problemi sono rimasti a casa!

Preolimpico a Belgrado e Olimpiade di Tokyo hanno rilanciato l'immagine e la sostanza della Nazionale azzurra: questa estate della pallacanestro italiana sarà da ricordare anche senza aver centrato la zona medaglie.

Eppure sembrava tutto apparecchiato a dovizia per un fallimento annunciato. Il CT Sacchetti era già a conoscenza del fatto che dopo il torneo in Serbia sarebbe arrivata la fine del rapporto. Il presidente federale non faceva mistero che a settembre avrebbe ripresentato la candidatura che più gli sta a cuore, chissà perché, nonostante l'esito del Preolimpico 2016.

I giovani azzurri arrivati al primo raduno azzurro post-campionato sapevano bene di essere a uno stage, e i 12 finali nulla c'entravano con loro. La fiducia degli addetti ai lavori e degli esperti dei social nei vari Fontecchio, Mannion, Ricci era ai minimi termini. Solo le "delusioni" che avevano riservato loro Polonara e Pajola gli hanno impedito di calcare la mano contro la squadra.

La FIP veniva dal lungo ed estenuante lavorìo elettorale per riconfermare Petrucci presidente "ad libitum", nell'immobilismo più totale (favorito anche dalla pandemia ma non dovrebbe essere una scusa, anzi). Senza meriti da dover pubblicizzare era dura. La beffa è che il numero uno della pallacanestro italiano aveva affermato che avrebbe presentato presto una "rivoluzione" e ascoltato eventuali proposte, e stiamo ancora aspettando. 

Anzi, torniamo da Tokyo con la consapevolezza che le idee piccole che chiudono alla nazionalizzazione di atleti hanno contribuito enormemente alla sconfitta con la Francia e, cinque anni fa, con la Croazia. Non abbiamo un centro di valore internazionale e Rudy Gobert ha banchettato a festa. La Slovenia per sostituire Anthony Randolph non si è fatta problemi a dare la cittadinanza a Mike Tobey, che ha quadrato la squadra intorno al fenomeno Doncic. Noi abbiamo esposto a brutte figure la pattuglia dei nostri "quattro" arrivando spompati ai 2' finali e decisivi. Non è bello perdere giocando con una mano legata, gli Azzurri si meritano tutti gli applausi.

Stamani La Gazzetta dello Sport intitola "Basket e Volley k.o. che fanno male" un pezzo che dedica un trafiletto alla pallacanestro e una lunga disamina alla pallavolo. Non vogliamo ergerci a critici del volley, mestiere che lasciamo ad altri opinionisti ben più documentati. Però metterci dentro in quel "fallimento" anche l'Italbasket è falso e ingeneroso. Perdere con la Francia che presenta tre giocatori NBA di altissimo livello nei 2' finali non ha niente di fallimento. Fossimo la FIP o LBA andremmo a protestare contro un esercizio di retorica francamente inutile e devastante per il movimento.

Televisione. 'Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare', scrisse il Manzoni. La Rai, invece di creare audience attraverso gli eventi che trasmette, si rifugia nelle certezze conservative degli omaggi alla grande Raffaella Carrà, nei veti incrociati con i Tg che interrompono le dirette, nei soldi pubblici gettati al vento in una Raisport che nessuno riesce a far decollare come canale televisivo con vita propria. Non hanno trovato nella stampa e nei social alcuna attenuante al fallimento che hanno realizzato - e ci sono ancora quattro giorni di gare da trasmettere.