CHE BIELLA SOPRESA

29.05.2009 09:12 di  Fabio Fedele   vedi letture

Vigilia di semifinali play-off, Milano aspetta Biella, poi toccherà a Siena ospitare Treviso, e per le squadre di casa sarà vietato sottovalutare i rispettivi avversari, perché la Benetton ha eliminato la Virtus Bologna in una serie equilibrata, soprattutto all’epilogo di gara5, mentre Biella si è sbarazzata dei ben più accreditati capitolini espugnando il PalaLottomatica. La squadra di Bechi, in realtà, merita un capitolo a parte. Era, infatti, dalla stagione 92/93 che la settima classificata non estrometteva la seconda in graduatoria: in quel caso, finora l’unico, Pesaro ebbe la meglio sulla Philips Milano. A distanza di 16 anni i piemontesi compiono l’impresa: Biella soffre il parquet romano nei primi due incontri disputati in trasferta, entrambi conclusi con in media 15 punti di svantaggio, e spesso è annichilita dalle partenze brucianti di Roma che trovano in Becirovic un interprete infallibile, poi però riesce a rifarsi in casa, dove i punti di Aradori e Smith uniti alle giocate di Gaines ed al tanto lavoro oscuro di Jurak le permettono di fare il salto di qualità, a differenza di quanto accade a parti invertite con i tabellini di Douglas e Hutson che recitano miseramente zero alla voce punti in gara2. A fare la differenza, poi, all’atto finale ci penseranno un eroico Brunner ed un vivacissimo Spinelli, a lungo contestato la scorsa stagione, che ha il merito di buttarsi dentro e guadagnare i liberi decisivi: un riscatto per l’ex napoletano, una grande gioia per il centinaio di tifosi ospiti giunti a Roma non di certo per assistere alla finale di Champions League. Zeru tituli invece per Roma, Jaaber piange, Jennings annuncia polemico una conferenza stampa, tramutatasi ad un giorno di distanza in un più pacato comunicato in cui rassegnare le motivazioni del proprio addio e manifestare la volontà di rendersi eleggibile per il prossimo draft. Outsider tra le outsider Biella smentisce anche coloro che sentenziavano che, se proprio doveva esserci una sorpresa in questi play-off, tale ruolo probabilmente doveva essere ricoperto da Teramo, che la parte l’ha recitata, e anche bene, nell’arco di tutto il torneo salvo poi pagare la scarsa profondità del roster. L’unica squadra a sovvertire il fattore campo è attesa ora a Milano da un’altra trasferta, che il presidente Atripaldi scherzosamente definisce “più abbordabile” almeno per quanto riguarda tempi e distanza, e spera in un’altra serata “amazing”..