Confermato l'ergastolo per Giampaolo Amato, ex medico Virtus Bologna
Confermato l'ergastolo all'ex medico sociale della Virtus Bologna - dal 2013 al 2020 - Giampaolo Amato, ritenuto responsabile di due omicidi, commessi con un mix di farmaci. Il primo, per l'accusa, è una sorta di prova generale, quello di Giulia Tateo, trovata morta il 9 ottobre 2021, a 87 anni. Poi, nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, l'assassinio, presunto, della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni. Amato è in carcere dall'aprile del 2023: "Sono state dette cose inaccettabili. Mia sorella non era drogata. Per me era importante la verità e sono soddisfatta. È stata durissima. Sono contenta e mia sorella mi ha accompagnato in questo percorso", ha detto la sorella della moglie, Anna Maria Linsalata.
L'imputato, nelle brevi dichiarazioni spontanee ai giudici dell'assise di appello, ha ribadito, invece, prima che la Corte entrasse in camera di consiglio alle 10 per poi uscire dopo quattro ore: "Sono innocente e non smetterò mai di gridarlo. Per me, per i miei figli e per la verità, senza la quale non c'è giustizia". Si è definito "solo un uomo che ha visto la sua vita travolta dal sospetto di un duplice delitto. Le morti di Isabella e di sua mamma sono spiegabili, ed è stato fatto in maniera logica dai miei difensori. È stata solo una tragedia. Quello che voglio farvi comprendere - ha affermato - è che io non ne porto la responsabilità".
"Solo l'idea che si pensi che abbia fatto del male a Isabella, a sua mamma e quindi ai miei figli è insopportabile. Sono stato dipinto come una persona che non sono e non sono mai stato, come un essere avido e spregiudicato, in grado di far male alla donna con cui ha vissuto con amore per oltre 40 anni e con cui - ha detto con voce rotta - ha messo al mondo due figli meravigliosi, Annachiara e Nicola, che non credono possa essere colpevole e mi hanno aiutato a sopportare il processo, la condanna e una lunga carcerazione".