Cinciarini regala cioccolatini. Vildera, Francis e Copeland li scartano e Brindisi batte Rimini
Ci sono partite in cui bisogna solo vincere, non importa come, ma l’importante è che alla sirena del 40esimo minuto il punteggio deve essere superiore a quello dell’avversario. Quella andata in scena nel turno infrasettimanale tra le mura del PalaPentassuglia contro Rimini era una di queste partite per la Valtur Brindisi e alla fine il risultato ha recitato 85-78 per i padroni di casa. Missione compiuta. Adesso l’importante era non staccarsi da Pesaro solitaria in vetta e dalla Fortitudo che la segue a ruota, per tutto il resto ci sarà tempo e lavoro in palestra. Brindisi-Rimini è stata una brutta partita, giocata male da entrambe le squadre che hanno sentito il peso della posta in palio e anche quello della stanchezza fisica e mentale dopo essere scesi in campo poco più di 48 ore prima. Per Brindisi però l’occasione era troppo ghiotta dato che Rimini si presentava con la pesante assenza di Gerald Robinson e, in un campionato snervante come la A2, sono vantaggi da non sprecare, soprattutto in casa. Dopo un primo tempo equilibrato, Brindisi ha scavato un mini solco nel terzo quarto che è stato poi quello che ha deciso la partita, anche se restano i problemi endemici di questa squadra, ovvero la gestione del ritmo e l’incapacità di gestire il contropiede e di azzannare la partita alla giugulare. Ci sono anche però lati positivi. Primo tra tutti un Cinciarini in versione Willy Wonka che regala cioccolatini a tutti i suoi compagni, ai quali resta solo da scartarli e depositarli a canestro. In secondo luogo la difesa, brava a limitare le numerose bocche da fuoco della compagine riminesi, limitando Camara, Marini e Denegri e di fatto annullando l'ex di turno Mark Ogden.
GIOCO A DUE - Così come nei playoff dell’anno scorso, Bucchi ha francobollato la sua “assicurazione per la vita, ovvero Tosho Radonjic a Marini e, così come lo scorso anno, la guardia riminese è stata tenuta per lunghi tratti fuori dalla partita tirando 1/6 da tre, con l’unica tripla arrivata ormai a babbo morto quanto si giocava solo per la differenza canestri. Sembra assurdo come ancora Dell’Agnello, dopo 7 partite giocate contro Brindisi lo scorso anno, non abbia trovato una contromossa e ancora una volta abbia perso proprio per non aver saputo leggere e porre rimedio a giochi che per tutta la partita hanno fruttato punti facili a Brindisi. Se la marcatura su Marini è stata un fattore, altrettanto si può dire per il gioco a due tra Cinciarini e Vildera che, soprattutto nel primo tempo, è stata la principale fonte di gioco dell’attacco brindisino. Vildera ha chiuso con 24 punti e 11 rimbalzi, continuando nella sua incredibile capacità di alternare giocate da dominatore assoluto, prendendo rimbalzi in testa a Camara e segnando, a errori in layup che sembrano passeggiate di salute per un centro come lui. Cinciarini invece ha chiuso con 14 assist, 9 rimbalzi, ma soli 3 punti palesando ancora grosse difficoltà al tiro (1/6 dopo l’1/12 di sabato a Bologna). Questo è l’unico fondamentale in cui deve assolutamente migliorare per poter essere il vero dominatore di questo campionato, anche perché resta l’unico in squadra a riuscire a gestire il ritmo. Non a caso ogni volta che è in panchina, in campo regna la confusione con la palla che gira poco e gli americani che faticano a mettere in ritmo il resto dei compagni. Inoltre le squadra avversarie stanno iniziando a leggere bene questa difficoltà, alzando la pressione difensiva sul portatore di palla e costringendolo a cercare soluzioni a bassa percentuale di riuscita.
IL CONTROPIEDE - Il tallone d’Achille di questa squadra è sicuramente il contropiede e si è visto chiaramente nel terzo quarto quando Brindisi ha avuto tantissime occasioni per uccidere la partita, ma non è stata in grado di farlo. La difesa ha funzionato alla grande, con palloni importanti recuperati da Copeland e Radonjic, ma che poi si son tramutati in pochi punti per errori proprio nella lettura del contropiede. Così si sono visti pick ’n roll in transizione sbagliati invece di cercare spaziature migliori e scarichi con poco senso quando invece il pitturato era libero e aperto a una facile penetrazione. Inoltre Brindisi fatica ancora a leggere determinati momenti della partita e, in un momento in cui Rimini era in palese difficoltà offensiva, essendo in bonus ha regalato tanti liberi facili con falli lontano da canestro. Il risultato è stato che Rimini si è avvicinata proprio grazie a questo, pur passando minuti interi senza un solo canestro dal campo. Al tempo stesso c’è molto da lavorare su alcuni rientri difensivi sulla transizione avversaria, anche se a questo ha contribuito anche un Miani rientrato, ma ancora molto lontano dalla forma migliore e palesemente in difficoltà fisica nonostante una tripla molto importante. Lo stesso si può dire per il finale di partita quando, a vittoria ormai acquisita, la squadra ha mollato in difesa concedendo due triple aperte invece che continuare a difendere in modo aggressivo e incrementare il vantaggio che, contro dirette concorrenti alla promozione, fa sempre comodo in virtù del doppio confronto.
FRANCIS MIGLIORA - Se da una parte continua a palesare qualche limite soprattutto nel ball handling, assolutamente normale dato dopo 5 mesi di assenza dai campi da gioco, Blake Francis sta cominciando a diventare un fattore importante in questa squadra. Innanzitutto da un punto di vista realizzato (20 punti in 22 minuti cin 4/6 all’arco), ma soprattutto nella volontà di attaccare il canestro come si è visto in chiusura di terzo quarto. È infatti fondamentale che Francis sfrutti al massimo la sua velocità e punisca in questo modo ogni uscita alta sul pick’n roll volta a chiudergli la visuale per il suo mortifero tiro da tre. Inoltre questa squadra ha pochi penetratori, lo stesso Copeland non è proprio un maestro nell’attaccare il ferro e infatti preferisce molto più le soluzioni dalla lunga distanza (basti pensare che ha quasi le stesse percentuali in stagione da due e da tre), quindi la velocità in penetrazione di Francis deve diventare un valore aggiunto per l'attacco brindisino. Le due settimane di pausa che arriveranno dopo la partita contro Cento saranno un toccasana per Francis, che avrà modo di lavorare in palestra con la squadra e ritrovare la condizione migliore. Lo stesso sarà per Miani che potrà riposarsi e recuperare con calma, soprattutto se dovesse arrivare il lungo che la società sta cercando sul mercato.
Nel frattempo però è il momento di fare nuovamente le valigie e volare a Torino per l’ennesima temibile trasferta, prima di tre partite casalinghe in cui Brindisi deve obbligatoriamente piazzare una serie di vittorie, fondamentali per restare in alto in classifica e poi perché farebbero morale dando nuova consapevolezza a questa squadra che è forte, ma che ancora non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale.