Picchi (AD Derthona) tuona: “È arrivato il momento di decidere, bisogna partire”

29.10.2020 11:11 di Giorgio Bosco Twitter:    Vedi letture
Marco Picchi, AD di Tortona
Marco Picchi, AD di Tortona
© foto di Bertram Derthona

Pianeta Basket ha intervistato Marco Picchi, amministratore delegato della Bertram Tortona, squadra di Serie A2 che negli ultimi anni ha ben figurato nel panorama nazionale. Abbiamo approfondito con Marco diverse tematiche riguardanti la ripresa del campionato, i protocolli e la fantomatica “Bolla”.

Ritardi e tanta confusione, cosa sta accadendo in A2?

Credo che al 27 di ottobre sia il caso di decidere cosa dobbiamo fare. Vogliamo iniziare o non vogliano iniziare? La stagione 2020-21 è una stagione sportiva caratterizzata dalla presenza del Covid-19, ormai lo abbiamo capito. Abbiamo avuto l’illusione nei mesi estivi di poter affrontare una stagione senza Covid-19. Abbiamo provato addirittura a posticipare l’inizio della stagione nella speranza che, arrivando l’autunno, ci potesse essere più facilità a giocare con il pubblico, ma così non è stato. A questo punto la realtà è questa e non possiamo nasconderci, è evidente che le problematiche emerse da questa pandemia globale non scompariranno né in un mese né in tre mesi. È il caso che rendiamo conto di questa situazione. Non disputiamo una partita di campionato da Febbraio e siamo già in ritardo sulla tabella di marcia dell’inizio del campionato, abbiamo contingentato il calendario ed eventuali rinvii per positività di tesserati sarebbero difficili da incastrare all’interno del calendario sportivo. Abbiamo ancora rimandato di una settimana la ripresa. A questo punto secondo me è il momento di guardarci in faccia. Vogliamo disputare una stagione con il Covid-19 o vogliamo mollare tutto e riparlarne a Giugno sapendo però che la maggioranza delle squadre scomparirà e non sapremo come fare per tutelare i posti di lavoro dei nostri tesserati? Questa è una domanda secondo me molto chiara. Io penso che siamo già fortemente in ritardo. Dobbiamo necessariamente iniziare quanto prima, ma bisogna dotarsi di protocolli sanitari veri perché questa Supercoppa si è disputata con protocolli inesistenti e la Federazione non può ulteriormente nicchiare. Si è giocato senza fare tamponi, esponendoci a rischi enormi di contagio. Alcune squadre li hanno fatti in autonomia, altre no. Io penso che se vogliamo salvaguardare le nostre realtà e il patrimonio sociale che rappresentiamo,dobbiamo iniziare e poi voltare pagina per aprire un altro fronte ossia la richiesta degli aiuti di ristori/sostegno al Governo. È evidente che per quanto riguarda ad esempio la tassazione, con le difficoltà a cui stiamo andando incontro, le nostre società non possono non avere degli sgravi dal punto di vista fiscale. Anche se siamo dilettanti le tasse le paghiamo anche noi. Arrendersi significa a questo punto andare nella direzione sbagliata, soprattutto perché oggi rinviare vuol dire posticipare senza una data certa perché se iniziassimo a Gennaio, quale certezza abbiamo che a Gennaio la situazione epidemiologica sia migliore di adesso?

Hai parlato di come posticipare non sia la scelta adeguata in questo momento, si è parlato della proposta di Forli di posticipare l’inizio della stagione. 

Voglio chiedere ai miei “colleghi” dirigenti su quali basi pensano che a Gennaio si potrà giocare senza i problemi legati da una parte alla situazione epidemiologica e con i palazzetti  pieni dall’altra. Perché  è lo stesso ragionamento che abbiamo fatto ad Agosto, posticipando l’inizio della stagione da inizio ottobre a metà novembre, e siamo rimasti delusi. Vogliamo cambiare nuovamente formula? Sostenendo per altri mesi i costi di gestione senza fare attività?. Allora ritengo più coerente richiedere il totale annullamento della stagione. Se non siamo pronti a partire dopo 9 mesi dall’ultima partita disputata allora forse dobbiamo ammettere che il nostro sistema è talmente fragile che che fin che ci saranno limitazioni legate al Covid-19 il nostro sistema non può sopravvivere. Forse è così, ma non mi vorrei arrendere a questa drammatica realtà.

Iniziare la stagione adesso

Questa è una stagione sportiva condizionata dal Covid-19. Speravamo che non lo sarebbe stato ossia che a settembre-ottobre, la situazione sarebbe stata normale. È arrivata la seconda ondata che non si esaurirà in 3 settimane. Non è che al 22 novembre la situazione sarà risolta. La domanda che pongo a tutti i proprietari del campionato di A2 è, vogliamo disputarla nel miglior modo possibile? Da una parte con le difficoltà sanitarie e dall’altra con le limitazioni del pubblico che ci saranno per tutta la stagione. Un ulteriore rinvio vuol dire buttare la palla avanti per qualche mese, non aver accesso ai ristori, non poter richiedere contributi al Governo, continuare a sostenere costi senza avere la certezza che a Gennaio la situazione sia migliore di oggi. Con tutti i se e con i ma siamo disposti a dire che, anche con 4 giocatori positivi, sarò costretto a giocare con 4 ragazzi del settore giovanile una gara importantissima? Se la risposta è sì, bisogna partire, punto e basta. In questo momento si può fare sport solo in questo modo. O aspettiamo che si torni alla normalità vera ossia quando ci sarà un vaccino, oppure proviamo a convivere. Credo che a questo sia necessaria una scelta di campo, ideologica. Non possiamo continuare di decidere di non decidere. Sento la responsabilità verso gli atleti ma anche verso chi investe in questo sport. Mi confronto ogni giorno con Beniamino Gavio, un imprenditore di livello internazionale che ama questo sport e ama il suo Derthona ed é pronto a partire con il cantiere del nuovo Palazzetto: la voglia di basket di persone così va alimentata ogni giorno anche nelle difficoltà.

Modello NBA, sport all’interno di una “Bolla”

Leggevo negli ultimi giorni le esternazioni di Ricciardi, consulente del ministro della Salute, che dice che il campionato di Serie A, in riferimento al calcio, deve organizzare la cosiddetta “Bolla”. Se in questo momento sport si può fare solo nella “Bolla” allora alziamo le mani. Tanto la Serie A2 nella bolla non ci può andare. Interrompiamo, basta. Ci aggiorneremo quando la situazione sarà diversa. Ma cosa ne sarà dei nostri atleti? Dei tecnici? Dei dirigenti?. Se avessimo deciso di iniziare il campionato al 15 di settembre come ha fatto la Serie A adesso almeno 5-6 giornate le avremmo giocate, abbiamo scommesso su un miglioramento della pandemia, forse è stato giusto provarci ma ora siamo al tempo delle scelte. Solo andando avanti è possibile chiedere un aiuto concreto alla istituzioni. Non capisco quale aiuto concreto potremmo chiedere alle istituzioni se continuiamo ad andare avanti a non giocare. Se non abbiamo il coraggio di iniziare al 22 novembre io scommetto sul fatto che non inizieremo mai. Si rischia che sia la seconda stagione andata in fumo.