Wolves senza Edwards e Gobert umiliano i Bucks a Milwaukee

Wolves senza Edwards e Gobert umiliano i Bucks a Milwaukee
© foto di nba.com

Se a Milwaukee qualcuno sperava di poter approfittare delle assenze di Anthony Edwards, tenuto a riposo, e di Rudy Gobert, sospeso, la risposta del campo è stata brutale: i Timberwolves hanno trasformato la trasferta in Wisconsin in una passerella, dominando i Bucks in una gara a senso unico e facendo esplodere la frustrazione del pubblico di casa. L’attacco di Doc Rivers si inceppa subito, complice anche l’assenza di Myles Turner, fermato da un problema fisico: l’avvio con 1/5 al tiro e due palle perse racconta bene le difficoltà di una squadra che non trova ritmo né spazi, mentre dall’altra parte Minnesota ha idee chiare, corre, cerca tiri aperti e colpisce dall’arco con Julius Randle e Jaden McDaniels, protetta dietro da una difesa solida, con Naz Reid a negare anche il ferro a Kevin Porter Jr. Il primo quarto si chiude già con un solco pesante, che si allarga quando le rotazioni di Chris Finch mantengono alta l’intensità: Bones Hyland e Joan Beringer rispondono presente, McDaniels infila tre triple in due minuti mentre Giannis Antetokounmpo rifiata in panchina, e il -18 dopo 12 minuti è il preludio a una serata complicatissima per i Bucks (20-38).

La zona di Milwaukee non spaventa i Wolves, che continuano a trovare il ferro scoperto e rimbalzi offensivi con Beringer, mentre Randle si prende l’attacco sulle spalle in un secondo quarto da protagonista assoluto; dall’altra parte la reazione dei Bucks è troppo timida, affogata tra le percentuali rivedibili di Ryan Rollins e le palle perse del duo Porter Jr–Antetokounmpo, con il greco che non riesce a nascondere la propria irritazione mentre i fischi iniziano a scendere dagli spalti su un 45-76 all’intervallo. Al rientro dagli spogliatoi il “Greek Freak” prova a scuotere tutti, arrivando persino a rispondere ai boo del pubblico con un gesto polemico dopo un canestro con fallo: la sua energia produce un mini-parziale che riporta lo scarto sotto i 20 punti, ma appena esce la macchina Bucks si inceppa di nuovo e Minnesota ne approfitta, allungando ancora con Hyland e Beringer fino a costringere Doc Rivers a richiamare i titolari in panchina con nove minuti da giocare e oltre trenta punti di ritardo. Gli ultimi colpi dall’arco di Donte DiVincenzo e dello stesso Hyland chiudono definitivamente la pratica, certificando una serata da incubo per Milwaukee (106-139).