Warriors di carattere, Curry e Butler piegano i Knicks di McBride e Anunoby

New York, ferita dall’infortunio di Brunson, parte a tutta con McBride e Anunoby, ma Golden State si aggrappa alla durezza di Jimmy Butler e alla regia di Curry per ribaltare una partita che sembrava mettersi in discesa per i Knicks.
Warriors di carattere, Curry e Butler piegano i Knicks di McBride e Anunoby
© foto di nba.com

Il paradosso della serata è che, dopo il brutto avvio del giorno prima a Sacramento e la perdita di Jalen Brunson per infortunio, sono proprio i Knicks a dettare legge nei primi minuti alla Chase Center: l’attacco gira, il tiro da tre funziona (6/9 dall’arco), i rimbalzi offensivi regalano possessi extra e le quattro palle perse di Golden State aprono la strada al +17 firmato dalla coppia Miles McBride–OG Anunoby, entrambi a quota 25 punti in una fase in cui New York sembra avere in mano ritmo e fiducia (31-14). È però il secondo quintetto dei Warriors a cambiare l’aria dell’incontro: Jimmy Butler, in versione leader totale, alza il livello della difesa, attacca il ferro, si prende responsabilità e guida un 16-4 negli ultimi quattro minuti del primo quarto che riporta i californiani a contatto sul 35-30, rimettendo la partita su binari molto più congeniali alla squadra di casa; da lì in avanti, l’inerzia comincia lentamente a spostarsi, con il quarto tiro pesante di Moses Moody a fissare la parità a quota 40 e l’attacco dei Knicks che si inceppa, tenuto in vita solo dai rimbalzi offensivi di Karl-Anthony Towns e dalle fiammate di Jordan Clarkson, mentre dall’altra parte De’Anthony Melton, Al Horford e un Brandin Podziemski molto concreto spingono Golden State avanti 62-59 all’intervallo.

La ripresa conferma la sensazione che i Warriors abbiano trovato la chiave: Mikal Bridges prova a rimettere in moto New York con qualche canestro in apertura di terzo quarto, ma Quinten Post e soprattutto Stephen Curry rispondono colpo su colpo dall’arco, inaugurando una raffica da 4/5 da tre in tre minuti che porta i padroni di casa a +11 (78-67) e costringe i Knicks a inseguire; Moses Moody aggiunge altre tre triple che consolidano il break fino all’89-76, Landry Shamet prova a riaccendere la speranza con un canestro pesante, ma il duo Curry–Butler non molla la presa e tiene Golden State saldamente davanti sul 99-87, preparando il colpo di grazia dell’ultimo periodo. Qui New York prova l’ultimo assalto nel segno di OG Anunoby, ma ancora una volta è Curry a chiudere la porta: otto punti consecutivi del numero 30 spingono i Knicks fino al -17 (113-96) e sembrano archiviare la pratica, anche se il carattere della squadra di Mike Brown riemerge con il 10-2 firmato dal duo McBride–Anunoby che riapre il punteggio sul 115-106; è però un fuoco di paglia, perché Butler e Podziemski da una parte, e la presenza di Draymond Green dall’altra, gestiscono gli ultimi possessi con la calma di chi sa come si chiudono le partite, blindando una vittoria che vale la quarta nelle ultime cinque in casa.