Nel quarto periodo i Bulls volano a +12 entrando negli ultimi 5'30", ma Keyonte George si accende all’improvviso, segna 15 punti dei suoi 25 complessivi e ai 19 di Kyle Filipowski, guida una rimonta che riporta i Jazz in parità a quota 126 con il layup di Sensabaugh a 28.5" dalla sirena. Sull’azione successiva Coby White sbaglia la tripla che potrebbe chiudere i conti, ma Okoro si avventa sul rimbalzo offensivo, salva il possesso sulla linea laterale e trova Tre Jones, che con lucidità pesca sotto canestro un Vucevic completamente libero per il layup del sorpasso a 4,0" dalla fine: è il canestro che decide la partita, perché sull’ultimo possesso George si prende la tripla della vittoria ma il ferro respinge il suo tentativo e consegna ai Bulls la vittoria per 128-126.
Vucevic decide allo scadere: i Bulls piegano i Jazz nonostante i 43 di Sensabaugh
A Chicago va in scena una di quelle serate in cui il copione sembra scritto per l’eroe sconfitto, ma alla fine il colpo di scena lo firma chi vince: Brice Sensabaugh esce dalla panchina e incendia subito la partita con 21 punti nel solo primo quarto, cifra record per un giocatore di riserva da quando esiste il play-by-play completo, e chiude con 43 punti totali trascinando i Jazz in una gara senza respiro, giocata peraltro senza il loro miglior realizzatore Lauri Markkanen, fermato da un problema fisico. I Bulls, privi di Josh Giddey per un problema al bicipite femorale sinistro, sembrano più profondi che brillanti: Nikola Vucevic è il faro offensivo con 35 punti e una presenza costante nel pitturato, mentre Isaac Okoro è l’unico altro titolare in doppia cifra con 12 punti, lasciando che siano le seconde linee a dare ossigeno e ritmo a una squadra che trova cinque riserve in doppia cifra e resta agganciata a Utah in una partita fatta di 26 parità e 17 cambi di leadership, il sequel perfetto dopo il 150-147 Jazz in doppio overtime del primo incrocio stagionale.