Shai Gilgeous-Alexander sorride alle critiche per i suoi (tanti) tiri liberi
Shai Gilgeous-Alexander è quotidianamente criticato per i falli che vengono fischiati a suo favore, accentuando i contatti che gli procurano tanti viaggi in lunetta. Il playmaker canadese affronta le polemiche con calma e distacco. Campione NBA e MVP delle Finals in carica, in corsa per un secondo MVP consecutivo, continua infatti a dividere il pubblico: molti ritengono che che siano generosamente troppi, in quanto "provocati" dal suo atteggiamento che ingannerebbe gli arbitri.
«Capisco la frustrazione dei tifosi, perché sostengono la loro squadra», spiega. «Negli ultimi anni abbiamo vinto spesso e abbiamo segnato in ogni modo: ai liberi, da tre, dalla media. È normale che qualcuno si irriti». Poi aggiunge: «Un tifoso del Thunder non si lamenterà mai dei miei liberi, così come quelli dei Nuggets non criticano Jokic e quelli dei Lakers non contestano Doncic. Fa parte del gioco. E a me piace: crea rivalità, energia, attenzione. Significa che la gente guarda le partite e che i diritti TV crescono. Funziona così».
Nonostante le accuse, i numeri non lo collocano in cima alla lega: Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo e Deni Avdija tentano più liberi di lui. E nella sua carriera ha superato i 10 tiri liberi di media solo una volta, nel 2022/23, «ma allora eravamo decimi e nessuno ci faceva caso», osserva. Per SGA, tutto questo rumore è inevitabile quando si sale di livello, un passaggio che il suo mentore Chris Paul gli aveva già anticipato: «In NBA c’è sempre un momento in cui tutti ti amano e uno in cui tutti ti odiano. Fa parte dello sport, e a me piace. È il tipo di attenzione che sognavo da bambino».