«Estensione o scambio»: Milwaukee si interroga sul futuro di Giannis Antetokounmpo
I Milwaukee Bucks non hanno alcuna intenzione di permettere a Giannis Antetokounmpo di arrivare alla scadenza del suo contratto garantito nel 2026/27 senza un rinnovo, aprendo le porte a una possibile cessione qualora il greco non si leghi a lungo termine alla franchigia. Il comproprietario Wes Edens è stato categorico riguardo al futuro della stella della squadra: «Giannis sta entrando nell'ultimo anno (del suo contratto)», ha spiegato Edens a ESPN. «Quindi succederà una di queste due cose: o verrà esteso o verrà scambiato. Non possiamo permetterci la probabilità di lasciargli semplicemente giocare l'ultimo anno. Non è coerente con ciò che è un bene per l'organizzazione. Non è un problema di Giannis. Vale per qualsiasi giocatore che si trovi nel suo ultimo anno». Il due volte MVP dal 1° ottobre sarà eleggibile per un'estensione quadriennale al massimo salariale di circa 275 milioni di dollari. Se dovesse comunicare alla dirigenza di non voler firmare, i Bucks sarebbero pronti a riaprire seriamente le trattative di mercato iniziate prima della recente deadline.
A complicare enormemente l'eventuale partenza di Antetokounmpo è però l'insolita e complessa struttura proprietaria dei Bucks, che prevede una rotazione del ruolo di decisore principale ogni cinque anni tra Edens e Jimmy Haslam. Questa dinamica ha creato parecchia incertezza tra i dirigenti avversari su chi abbia effettivamente l'ultima parola. Una fonte anonima ha rivelato: «Questo non ha nulla a che fare con Giannis e se chiederà o meno di andarsene. Riguarda chi prenderà la decisione se scambiare o meno Giannis, e non credo che nessuno lo sappia. Ho a che fare con loro tutto il tempo e onestamente dipende dal giorno. Non sono nemmeno vicini a essere pronti a prendere una decisione del genere». Sebbene Edens assicuri che la sua partnership con Haslam sia «incredibilmente buona» e che i due siano «completamente uniti», l'influenza di quest'ultimo appare in costante crescita. Una fonte vicina al team ha infatti confermato: «Più passa il tempo, più potere avrà Jimmy. E a lungo termine, sarà comunque suo, quindi non lascerà che il tizio che sta [passando la proprietà di controllo] alla fine detti come dovrà essere». Un'impressione condivisa anche da un dirigente rivale interessato a Giannis: «Abbiamo trattato per lo più con (il general manager Jon) Horst. Ma la nostra impressione era che Jimmy fosse davvero colui che avrebbe deciso questo».