Fenerbahce vs Olimpia Milano, l'analisi di coach Jasikevicius
Sarunas Jasikevicius ha parlato in sala stampa dopo la vittoria per 79-75 contro Olimpia Milano nella 32ª giornata di EuroLeague: “Mi congratulo con la nostra squadra e con i nostri tifosi. Ancora una volta vedere il palazzetto tutto esaurito sui social è stato molto positivo per noi. Ma in ambienti del genere devi dare tutto in campo. Oggi nel primo tempo non ci siamo riusciti. Milano ha esercitato una pressione eccellente su di noi e abbiamo avuto difficoltà a rispondere. Non posso dire che i nostri playmaker abbiano gestito bene la squadra. Nel secondo tempo siamo stati molto più fisici e, soprattutto quando abbiamo giocato con tre esterni, abbiamo controllato meglio la partita", dice sulla scia dell'analisi di coach Peppe Poeta.
Il Fenerbahce si rialza dopo due stop di fila. "Non stiamo attraversando un periodo facile. Siamo molto in alto in classifica e, in queste situazioni, a volte non è semplice per i giocatori ascoltare l’allenatore. Dal punto di vista della motivazione, non posso dire che siamo al massimo", prosegue Saras, che elogia Horton-Tucker. "In assenza di Devon Hall, Wade [Baldwin] e Talen [Horton-Tucker] stanno offrendo buone prestazioni insieme, ma oggi la difesa di Milano ci ha messo molta pressione, rendendo difficile esprimere il nostro gioco e la nostra creatività. Per questo abbiamo cercato il più possibile di tenere in campo dei portatori di palla. Nel secondo tempo abbiamo anche accorciato le rotazioni. Cerco di aumentare la creatività giocando con due, tre o anche quattro giocatori creativi, ma con la situazione attuale del roster non è facile".
La fisicità è stata chiave della vittoria. "Nel basket ci sono molti dettagli. Ma prima di tutto bisogna essere fisici, restare uniti e dare tutto sul parquet. È facile dirlo, ma difficile metterlo in pratica. Nel primo tempo abbiamo cercato soluzioni individuali, ma sono contento che la squadra abbia ascoltato e provato a cambiare durante l’intervallo. I miei giocatori hanno il carattere di una squadra campione, ne sono consapevole. Allo stesso tempo, pur essendo primi in classifica, so che dal punto di vista del gioco non siamo ancora al massimo. Li capisco anche: abbiamo molti infortuni. Tuttavia, invece di cercare scuse, dobbiamo sempre cercare di migliorare.”