Nell’ultimo quarto la sfida si trasforma in una partita di nervi: Detroit continua a litigare con la linea del tiro libero e lo stesso Robinson, pur chiudendo con 19 punti, sbaglia uno dei due liberi che lasciano a Allen l’ultima chance sulla sirena, un tiro da tre che avrebbe potuto cambiare il finale ma che non trova il bersaglio. Finisce 108-105. In mezzo, c’è il canestro simbolo della rimonta: Tobias Harris si prende il mismatch contro Dillon Brooks e lo punisce con il jumper del sorpasso a metà quarto periodo, mentre i Suns, nonostante il contributo diffuso di Collin Gillespie, Brooks, Royce O’Neale e Oso Ighodaro, non riescono più a ritrovare il ritmo offensivo dei primi 24 minuti e incassano la seconda sconfitta consecutiva; per i Pistons, invece, è la quarta vittoria nelle ultime cinque, l’ennesimo segnale di una squadra capace di vincere anche quando le stelle non brillano come previsto.
Senza Booker i Phoenix Suns si fanno recuperare dai Detroit Pistons
Sul parquet dei Pistons la partita nasce tutta a tinte Suns: senza Devin Booker, fermato da un problema alla caviglia, Phoenix trova in Grayson Allen un protagonista inatteso e travolgente, capace di segnare 21 dei suoi 33 punti già nel primo tempo e di firmare una pagina di storia di franchigia con un primo quarto da tre triple e tre stoppate, mentre i padroni di casa scappano fino a +16 e chiudono avanti 63-56 all’intervallo. Detroit, però, non si scompone: i Pistons, primi a Est, restano aggrappati alla gara con il lavoro sporco di Jalen Duren sotto canestro e i punti di Duncan Robinson, pur dovendo convivere con la serata-no al tiro di Cade Cunningham, che fatica dal campo e dalla lunga distanza ma continua a muovere l’attacco con 11 assist, mentre il divario si assottiglia fino a un solo punto di ritardo alla fine del terzo periodo.