LeBron guida i Lakers: Hawks travolti nonostante il rientro nel finale

 LeBron guida i Lakers: Hawks travolti nonostante il rientro nel finale
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Gli Hawks si presentano a Los Angeles senza Zaccharie Risacher e Kristaps Porzingis e la loro scelta è chiara fin dalla palla a due: vivere e morire con il tiro da tre, provando a tenere il ritmo dei Lakers a suon di conclusioni dall’arco. All’inizio la partita è un botta e risposta continuo, ma appena LeBron James decide di alzare i giri del motore la serata prende una piega precisa: il “King” è ovunque, guida il contropiede, attacca il ferro, trova i compagni, mentre Gabe Vincent punisce con precisione da tre e firma insieme a lui il parziale di 13-0 che spacca il primo quarto (37-30). Nel secondo periodo alla festa si aggiunge anche Luka Doncic, che si accende dall’arco e trascina i gialloviola in un devastante 21-2 che manda in tilt la difesa di Atlanta: il pallone viaggia, il ritmo è alto, e gli Hawks, costretti sempre a rincorrere, arrivano all’intervallo con l’acqua alla gola e un passivo pesante, travolti da un attacco che sembra non avere punti deboli (81-60).

Dopo la pausa lo spartito non cambia: LeBron continua a divertirsi in campo aperto, leggendo ogni situazione con una lucidità disarmante, mentre Deandre Ayton conferma la sua serata di grande sostanza, presente a rimbalzo e affidabile come riferimento interno. I Lakers danno la sensazione di poter gestire il vantaggio senza affanni, con una difesa attenta e un attacco che trova soluzioni sia in transizione che a metà campo, e per lunghi tratti la gara sembra indirizzata verso un finale tranquillo, quasi didascalico. Proprio questo margine, però, finisce per abbassare la soglia di attenzione: qualche possesso superficiale, un paio di rotazioni lente dietro e all’improvviso Atlanta ritrova ossigeno, spinta da un CJ McCollum energico che attacca il ferro, si prende responsabilità e riapre almeno psicologicamente la partita, riportando lo scarto a dimensioni più gestibili (102-86).

L’inizio dell’ultimo quarto vede gli Hawks spingersi fino a -11, abbastanza per far rumore ma non per far tremare davvero i Lakers, che a quel punto si rimettono in carreggiata affidandosi ancora una volta al loro leader: LeBron (31 punti, 9 rimbalzi,  10 assist) piazza una tripla pesante e una schiacciata che rimettono subito le cose in chiaro, spegnendo sul nascere le speranze di rimonta ospiti. Marcus Smart e Luka Doncic (27 punti, 5 rimbalzi, 12 assist) aggiungono mattoni importanti, con giocate di energia e letture pulite che ricacciano indietro le truppe di Quin Snyder, incapaci di trovare un secondo strappo dopo quello che le aveva riportate a contatto; da lì in poi la gara scivola verso un finale in cui il divario torna ad allargarsi, restituendo l’immagine di una Los Angeles superiore per talento, profondità e controllo dei momenti chiave (141-116). Al di là del punteggio largo, resta soprattutto la sensazione di un LeBron James ancora una volta uomo ovunque, a un passo dalla tripla doppia e padrone assoluto del ritmo della partita, capace di tenere insieme il gruppo anche dopo una leggera paura alla gamba nella ripresa: una serata che ridà fiducia ai Lakers e ribadisce quanto il “King” resti ancora il barometro emotivo e tecnico di questa squadra.