Lakers in crisi profonda: LaMelo Ball e gli Hornets affondano Los Angeles
Il copione, all’inizio, è quello che i tifosi gialloviola speravano di vedere dopo giorni di critiche: i Lakers partono fortissimo, cavalcano un Luka Doncic in versione dominante da 19 punti nel solo primo quarto, con tre triple a segno, e volano fino al +13 grazie a un attacco fluido, in continuità con quanto visto contro gli Hawks; dopo dodici minuti il tabellone dice 39-30 e l’atmosfera alla Crypto.com Arena sembra finalmente più leggera, con LeBron James e compagni che danno l’impressione di avere in mano ritmo e controllo della gara. Ma il secondo quarto ribalta completamente la narrazione: l’attacco di Los Angeles si inceppa di colpo, arriva una lunga discontinuità offensiva in cui i possessi si fanno statici e le letture si appannano, mentre dall’altra parte Charlotte cresce di intensità e fiducia; Miles Bridges, praticamente perfetto al tiro (25 punti), punisce ogni esitazione, Brandon Miller trova rapidamente il suo ritmo (26 punti) e il rookie Kon Knueppel (19 punti) porta un’energia contagiosa su entrambi i lati del campo, fino al lungo parziale chiuso da Moussa Diabate che trasforma il +9 Lakers in un -9 (64-55) all’intervallo, con appena 16 punti segnati in dodici minuti e la sensazione di una squadra improvvisamente svuotata.
La ripresa non fa che confermare il cambio di inerzia: LeBron (29 punti, 9 rimbalzi) e Doncic (39 punti) provano a tenere a galla i Lakers, ma il terzo quarto diventa il palcoscenico del “LaMelo Ball Show”. Dopo una prima metà di gara in sordina, il play degli Hornets esplode al rientro dagli spogliatoi, segna 27 dei suoi 30 punti nella ripresa (più 6 rimbalzi e 11 assist), infila otto triple dopo l’intervallo – nove totali, eguagliando il suo record in carriera – e zittisce progressivamente il pubblico californiano mentre Charlotte allunga fino al +15 e impone il proprio ritmo alla partita. Los Angeles entra nell’ultimo periodo con 11 punti da recuperare, trova un mini-break che la riporta a -6 e per un attimo sembra poter riaprire tutto, ma è un’illusione: la difesa resta troppo morbida, gli Hornets rispondono subito colpo su colpo e due ulteriori bombe di LaMelo chiudono definitivamente la porta in faccia ai tentativi di rimonta, alimentando dall’altra parte il sogno play-in di una squadra in crescita; per i Lakers resta l’ennesima serata in casa che lascia più domande che risposte, con una struttura mentale fragile, incapace di reggere ai primi colpi dell’avversario e sempre più lontana dall’immagine di contender che la presenza di LeBron e Doncic dovrebbe garantire almeno sulla carta.