Il collettivo Warriors piega i Bucks di Giannis nonostante la rimonta finale
I Warriors cominciano la serata come da copione, con due triple che accendono subito il Chase Center, ma l’illusione di una notte in discesa dura pochissimo. L’indirizzo li abbandona in fretta e dall’altra parte Giannis Antetokounmpo prende il controllo del ritmo, guidando un 9-0 che ribalta l’inerzia e porta i Bucks avanti 19-12. Milwaukee però non riesce a capitalizzare fino in fondo: una serie di palle perse ridà ossigeno a Golden State e Stephen Curry, che chiuderà con una prova completa da leader (31 punti, 7 assist, 6 rimbalzi), orchestra un 10-0 che rimette i suoi davanti.
Serve il colpo di calore di Kevin Porter Jr. per rimettere le squadre in parità alla prima sirena (31-31), ma è già chiaro che la partita non sarà una semplice sfida di talento individuale.
Nel secondo quarto i Warriors cambiano marcia senza nemmeno dover forzare Curry a ogni possesso: è la sua sola presenza a piegare la difesa dei Bucks. La gravità del numero 30 apre tiri piedi per terra per Moses Moody, Al Horford e soprattutto De’Anthony Melton. Draymond Green colpisce da tre, Jimmy Butler si presenta in lunetta e il +11 dell’intervallo (64-53) racconta di una squadra che sta vincendo più per coralità che per fiammate isolate. Eppure, al rientro dagli spogliatoi, Milwaukee dimostra di non essere venuta a fare la comparsa: nel solco di Myles Turner e del solito Giannis, i Bucks aprono la ripresa con un 10-2 che riporta tutto in discussione (66-63), costringendo Curry a riprendere in mano la squadra.
Decide infatti di firmare il capitolo chiave della serata: 13 punti personali che alimentano un 19-6 devastante e spingono i Warriors fino al +16 (85-69), mentre la difesa di Milwaukee fatica a capire da dove arriverà il prossimo colpo. Ryan Rollins e Kyle Kuzma provano a tenere in vita i Bucks, ma l’attacco di Golden State continua a muovere la palla con una naturalezza disarmante e due triple di Melton fissano un nuovo margine di sicurezza sul 98-82. Sembra finita, ma l’ultimo quarto riapre tutto: i Bucks ritrovano la mira dall’arco - dopo un modesto 8/23 in tre quarti, ecco un 5/7 nelle prime otto minuti dell’ultimo periodo - e la combinazione tra il dominio interno di Giannis e le triple di Myles Turner e A.J. Green riporta lo scarto in singola cifra, fino a far calare un velo di dubbio sul palazzo. Butler sbaglia un layup, Melton fallisce un libero, il Chase Center trattiene il fiato, ma alla fine è ancora il collettivo Warriors a fare la differenza e portare a casa il risultato 120-113.