Durant e i Rockets sfondano il muro dei Wolves in un serrato finale

Durant e i Rockets sfondano il muro dei Wolves in un serrato finale
© foto di nba.com

Senza Anthony Edwards, i Timberwolves provano a impostare la serata sul loro marchio di fabbrica: difesa aggressiva, fisicità e ritmo controllato. L’inizio infatti è tutto nel segno della retroguardia di Chris Finch, che chiude le linee di penetrazione e costringe Houston a vivere di lampi individuali di Alperen Sengun e Kevin Durant, gli unici in grado di trovare il fondo della retina contro il muro di Minnesota. Un 10-0 degli ospiti sembra indirizzare le prime battute, ma i Rockets, reduci da partite segnate da percentuali pessime, trovano finalmente aria dall’arco: Reed Sheppard colpisce tre volte consecutive da tre punti, Amen Thompson aggiunge un’altra tripla e il punteggio si riequilibra, restituendo fiducia a un gruppo che sembrava inceppato (29-34). La fiammata però non basta a cambiare subito la narrativa: l’avvio di secondo quarto è un incubo offensivo per Houston, che resta a secco per quattro minuti prima di trovare un canestro dal campo. È ancora Durant a prendersi responsabilità pesanti, segnando sopra una difesa che continua a essere il punto di forza dei Wolves e tenendo i suoi agganciati alla partita. Come spesso accade, però, i Rockets chiudono bene il periodo: un parziale di 8-1 prima dell’intervallo, con la mano di KD sempre presente, riduce il gap fino al 55-53.

Il terzo quarto conferma l’equilibrio: il ritmo si alza, le difese concedono qualcosa in più e la sfida si trasforma in un botta e risposta continuo, con due fari offensivi a guidare le rispettive squadre. Da una parte Julius Randle si prende il proscenio per Minnesota, dall’altra Alperen Sengun risponde colpo su colpo per Houston, mantenendo il punteggio in bilico fino all’81-82. Ultimo periodo: gli uomini di Ime Udoka partono fortissimo, il pubblico si accende sulle palle rubate e sulle corse in campo aperto e un parziale di 12-3 consegna ai Rockets il controllo del match. I Wolves provano a restare aggrappati con la solita solidità difensiva di Rudy Gobert, impeccabile nel proteggere il ferro ma tradito dai troppi errori ai liberi, mentre Randle spreca un possesso chiave buttandosi dentro a testa bassa e perdendo un pallone pesantissimo contro la difesa texana. Nel “ultimo giro di pista” sono i dettagli a fare la differenza e Houston li interpreta meglio; i Timberwolves, al contrario, pagano ogni piccola disattenzione e vedono scivolare via una gara che avevano impostato sui loro punti di forza ma non sono riusciti a chiudere nei momenti decisivi. Finisce 110-105 per i Rockets.