Sassari, il presidente Sardara: «Non è facile, ma abbiamo i mezzi per salvarci»
Stefano Sardara, presidente del Banco di Sardegna Sassari, vede domenica 29 marzo 2026 – con la sconfitta interna contro Treviso – come la giornata più brutta da quando dirige il club: “Direi di sì, non ci siamo mai trovati in questa condizione. Che si sarebbe tranquillamente potuta evitare con una vittoria che di fatto ci avrebbe lasciato aperto uno spiraglio playoff, e invece ora il combinato tra quanto accaduto in campo, che è la cosa più importante, la classifica e il calendario non ci fanno stare sereni. Se guardiamo freddamente il calendario abbiamo sempre +4 su Treviso, che in caso di parità diventa +2, ma in lizza c'è anche Cantù che potrebbe farli diventare nuovamente 4. Insomma la situazione non sarebbe poi così drammatica, se non fosse che la paura a fine partita è il malessere più brutto che una squadra possa avere. È successo con Reggio, ancora domenica, e questa è una cosa difficilmente allenabile e difficilmente curabile. Ciò non vuol dire che alziamo le mani, anzi, ma non è situazione facile”.
“Sono preoccupato? Sì, sarei un irresponsabile se non lo fossi - prosegue Sardara nell'intervista sulle pagine de La Nuova Sardegna in edicola oggi -. Perché ora non puoi dire: ci manca un giocatore, vai al mercato e lo prendi, ha un ruolo scoperto e lo copri, cosa che abbiamo fatto, magari commettendo tutti gli errori di questo mondo. Ma alla fine la squadra è cambiata, ha tenuto fino all'ultimo secondo con Reggio, che poi è andata ad asfaltare Bologna e a battere Venezia. La Dinamo è risalita dal -25 al -8 con Milano al Forum, insomma è una squadra che il talento ce l'ha e l'ha mostrato anche con Treviso, solo che arrivati alla fine…”.
Come si muoverà adesso la Dinamo come club e come rispondono i giocatori. "Innanzitutto stando tutti uniti e concentrati addosso alla squadra, mettergli la giusta pressione, perché anche la pressione eccessiva e sbagliata e serve a poco, però come ha detto giustamente Veljko Mrsic, bisogna far capire il peso di ogni partita. Dico una cosa che normalmente non dovrei rivelare, ma rende l'idea di ciò di cui stiamo parlando: i giocatori a fine partita nello spogliatoio su domanda precisa hanno firmato un documento nel quale hanno confermato all'allenatore che sono tutti pronti al 110%. E tutti hanno firmato che ci sono, che daranno il massimo in ogni allenamento e ogni partita. Speriamo che si sia toccato il fondo, perché, se fosse una squadra che non ha i mezzi, allora ci puoi fare poco. I mezzi invece li ha e può andare a vincere ovunque. Ma con l'approccio mentale giusto".