Miami piega Philadelphia e rilancia la corsa alla Top 6 a Est
In una gara che valeva doppio nella corsa al Top 6, Miami e Philadelphia si sono affrontate in Florida con la tensione tipica degli scontri diretti per i playoff, e alla fine sono stati gli Heat a prendersi un successo pesante per la classifica. La squadra di casa arrivava da due sconfitte consecutive, l’ultima maturata a Indianapolis appena ventiquattr’ore prima, e aveva bisogno di una risposta immediata contro i Sixers che la precedevano in graduatoria. La risposta è arrivata con una prova di carattere guidata da Tyler Herro, autore di 30 punti e sempre pronto a colpire dall’arco nei momenti delicati, affiancato da un Bam Adebayo dominante a tutto campo con 23 punti, 16 rimbalzi e 6 assist, e da un Pelle Larsson estremamente concreto con 20 punti e 10 rimbalzi che hanno dato profondità alla rotazione di Miami. Per Simone Fontecchio 6' con 3 punti e 3 rimbalzi.
Dall’altra parte, la banda di Joel Embiid, fermo a 26 punti e 7 rimbalzi, e di Tyrese Maxey, che ha chiuso con 23 punti, 9 assist e 7 rimbalzi, ha retto l’urto per lunghi tratti in una partita fatta di parziali e controparziali, con uno scarto quasi sempre contenuto e un equilibrio che sembrava destinato a protrarsi fino all’ultimo possesso. Il vero strappo è però arrivato nel cosiddetto money-time, quando gli Heat, sotto di quattro lunghezze, hanno trovato l’energia per piazzare un 14-0 in appena tre minuti, costruito sulle triple di Herro e su una schiacciata di Adebayo.
In quel frangente, la difesa a zona di Miami ha continuato a creare problemi enormi all’attacco dei Sixers, che hanno iniziato a forzare conclusioni, perdendo l'incontro per 119-109. Le percentuali raccontano bene la frustrazione di Philadelphia, con Joel Embiid che ha chiuso con 10 canestri su 25 tentativi, Tyrese Maxey fermo a 7 su 20 dal campo e Paul George limitato a un 7 su 18 che ha pesato, anche perché nelle battute finali il veterano non era nemmeno sul parquet mentre l’attacco si inceppava contro il muro predisposto da Erik Spoelstra. Per Miami questo successo permette di tirare il fiato e di guardare con un po’ più di serenità alle prossime tappe, con Boston attesa in Florida prima di un nuovo incrocio con Washington, in un calendario che non concede pause ma che ora viene affrontato con un margine di fiducia superiore.