Wolves in controllo totale a Dallas: rientro sereno per Anthony Edwards
La visita dei Timberwolves a Dallas si trasforma presto in una formalità, con gli ospiti che si impongono 124-94 e costruiscono un margine di 30 punti senza mai dare l’impressione di dover forzare davvero, sfruttando il rientro di Anthony Edwards e quello di Ayo Dosunmu, che firma una tripla doppia (18 punti, 15 rimbalzi, 12 assist) e detta i tempi di una serata gestita con calma fin dal primo quarto.
L’unico piccolo brivido arriva prima della palla a due, perché Edwards, annunciato in quintetto dopo sei gare di assenza, non si presenta al salto iniziale, ma il ritardo dura un attimo: l’esterno dei Wolves si accomoda in panchina poco dopo l’avvio e entra in campo dopo un minuto, giusto in tempo per chiudere la prima spinta dei suoi, innescata dalla precisione dall’arco di Donte DiVincenzo e dello stesso Dosunmu che aprono la gara con la mano calda. L’ex Chicago è ovunque, sia in conclusione sia in costruzione, e guida un parziale di 19-2 già nel primo periodo che porta Minnesota a più 13 e semplifica subito il quadro, mentre dall’altra parte solo Brandon Williams, uscendo dalla panchina, riesce a tenere un minimo di ritmo offensivo per i Mavericks, altrimenti molto imprecisi e incapaci di trovare continuità al tiro (23-35).
La serata complicata di Dallas passa anche dalle difficoltà del rookie Cooper Flagg, che apre la sua partita con un pesante 1 su 10 dal campo ma continua a lottare (21 punti alla fine), trovando anche una stoppata su Rudy Gobert prima di ricevere, pochi minuti più tardi, una manata involontaria dal centro francese che avrebbe potuto trasformarsi in flagrant foul e in una sospensione automatica di due gare, glissato dalla terna.
Senza dare l’impressione di spingere al massimo, i Wolves mantengono il proprio ritmo di crociera e il vantaggio accumulato con Julius Randle (24 punti) porta all’intervallo Minnesota avanti di dieci lunghezze sul 56-46.
Il margine diventa ancora più pesante subito dopo il rientro dagli spogliatoi, quando il duo formato da DiVincenzo, autore di un 5 su 9 dall’arco, e da Dosunmu torna a dettare il ritmo, mentre Edwards sfrutta al meglio un minutaggio gestito senza eccessi, scegliendo bene i momenti in cui affondare e mantenendo alta la qualità delle proprie conclusioni. In meno di quattro minuti i Wolves firmano un 18-4 che li porta a più 24 e chiude di fatto ogni discorso sulla possibile rimonta dei Mavericks, con il solo Daniel Gafford che prova a limitare i danni con la sua attività vicino al ferro ma non riesce a invertire una tendenza ormai chiara. L’ultimo quarto diventa così l’occasione per Chris Finch di allargare le rotazioni, lasciando a riposo Edwards e gestendo anche i minuti di Gobert, condizionato dai falli. Il tabellone fotografa il massimo vantaggio di 33 lunghezze raggiunto dai Wolves nell’ultimo periodo prima del 124-94 conclusivo che chiude la pratica senza scossoni.