Strappo finale con Mobley e Mitchell da 34 punti, i Cavs piegano Utah
I Cavaliers battono i Jazz 122-113 siglando la quinta vittoria consecutiva in trasferta e sesta nelle ultime sette gare complessive per Cleveland. Sul parquet di Salt Lake City la serata prende subito la forma di un duello segnato dal talento di Evan Mobley e Donovan Mitchell, entrambi a quota 34 punti in una partita che i Cavaliers riescono a indirizzare solo nel finale, dopo aver visto Utah rientrare più volte e trovare energia dai propri giovani nonostante una rotazione ridotta all’osso per via degli infortuni e delle scelte di gestione del roster. Mobley firma il proprio massimo stagionale non solo per punti ma anche per impatto fisico, chiudendo con 16 rimbalzi, tre stoppate e ben otto schiacciate che scandiscono i momenti chiave della gara, mentre Mitchell resta il riferimento sul perimetro e tiene alto il livello dell’attacco nei frangenti in cui i Jazz provano a cambiare inerzia con le iniziative di Cody Williams, autore di 26 punti, e con il supporto di Kyle Filipowski e Ace Bailey, rispettivamente a quota 20 e 19 punti.
Il lungo dei Cavs comincia a lasciare il segno già nel secondo quarto, quando una sua schiacciata apre un parziale di 13-0 che porta Cleveland sul 44-30 e costringe Utah a inseguire, prima che altre due conclusioni al ferro dello stesso Mobley alimentino un ulteriore 12-5 che chiude il primo tempo sul 63-53 dopo che i padroni di casa erano riusciti a tornare fino a tre lunghezze di distanza. I Jazz in emergenza schierano solo otto giocatori, includendo due elementi con contratti decadali e un two-way, mentre alcuni veterani come Kevin Love e Svi Mykhailiuk restano fuori per scelta tecnica, in un quadro in cui le assenze pesano ma non impediscono a Utah di restare competitiva per lunghi tratti e di trovare un sorpasso tardivo con l’acrobazia di Bailey: 105-103 a 5:40 dalla sirena, ma il giovane esterno si accomoda poi in panchina per il resto della gara e lascia ai compagni il compito di provare a chiudere il lavoro, mentre Cleveland si prepara a costruire lo strappo decisivo sfruttando la propria maggiore profondità e l’organizzazione offensiva guidata da James Harden.
L’ex MVP chiude con 13 punti e 14 assist, numeri che raccontano una regia attenta più alla distribuzione che alla finalizzazione e che diventano ancora più pesanti nel quarto periodo, quando i Cavaliers mettono insieme il parziale di 14-1 che ribalta definitivamente l’inerzia e spegne le speranze di una squadra di casa reduce da sei sconfitte consecutive e da dieci ko nelle ultime undici uscite complessive. Dopo il sorpasso firmato Bailey, Cleveland stringe le maglie in difesa e trova continuità in attacco, alternando le soluzioni interne per Mobley alle iniziative perimetrali di Mitchell. Il parziale decisivo si chiude simbolicamente con un gioco da tre punti di Mobley, che attacca il ferro, subisce il fallo e converte il libero aggiuntivo per il 117-106 a 3:14 dalla fine. L’assenza di Jarrett Allen e Max Strus, appena rientrati da problemi fisici ma tenuti a riposo contro i Jazz, non si fa sentire più di tanto, perché la struttura dei Cavaliers regge grazie al lavoro del nucleo principale e alla capacità di Harden di coinvolgere i compagni per chiudere 122-113.