Thunder, Shai trascina OKC oltre Detroit alla vittoria in overtime

Thunder, Shai trascina OKC oltre Detroit alla vittoria in overtime
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Il calendario propone al 30 marzo 2026 uno scontro al vertice tra la miglior squadra della Western Conference e i padroni della Eastern, ma non ci sarebbe parità agonistica perché Detroit arriva a Oklahoma City con un elenco di assenti pesante, priva del duo di All-Star formato da Cade Cunningham e Jalen Duren e senza Tobias Harris, costretta quindi a reinventarsi rotazioni e gerarchie in una serata che sulla carta sembra segnata.
L’avvio è favorevole ai Thunder, che trovano subito i primi cinque punti dalle mani di Cason Wallace, ma i Pistons non arretrano e rispondono colpo su colpo per diversi minuti, restando agganciati al punteggio finché la buona entrata di Ajay Mitchell non permette ai padroni di casa di chiudere il primo quarto avanti 31-24. Con il passare dei possessi emerge la serata speciale di Shai Gilgeous-Alexander, che chiuderà con 47 punti frutto di un 12 su 19 dal campo e di un impressionante 21 su 25 ai liberi, affiancato da Chet Holmgren nel tentativo di scavare il solco fino al 37-26, ma Detroit resta in scia e all’intervallo il margine è “solo” di dieci lunghezze, un divario che non basta a spegnere l’orgoglio degli ospiti.

La ripresa si apre infatti con un 7-0 dei Pistons che riporta la gara a un solo possesso di distanza, costringendo OKC a cercare nuove risorse e trovando in Aaron Wiggins l’uomo giusto per tenere la testa avanti, con dieci punti nel solo terzo quarto dopo essere rimasto a secco nella prima metà e con il tabellone che recita 79-74 per i Thunder prima dell’ultimo periodo. Nel finale dei tempi regolamentari la partita cambia ancora volto, perché Isaiah Joe, stoppato alla fine del terzo quarto, si riscatta con una tripla, mentre dall’altra parte Caris LeVert accorcia a due lunghezze con un tiro pesante per l’85-83, approfittando di una fase in cui Oklahoma City accumula palle perse e errori al tiro che aprono la porta al sorpasso di Detroit, capace di salire fino all’85-87. Per spegnere l’incendio serve il solito Gilgeous-Alexander, che rimette avanti i suoi ma vede i Pistons rispondere con una tripla di Javonte Green e un canestro dall’arco di Marcus Sasser (89-93), prima che due rimbalzi offensivi consecutivi regalino a Daniss Jenkins un tiro aperto da tre punti che vale un vantaggio di sette lunghezze a 4' dalla sirena. SGA produce un parziale personale di 6-0 riporta i suoi a un solo punto di distanza ma commette anche una palla persa che si trasforma in un canestro in contropiede di Kevin Huerter, salvo poi rimediare trovando Jaylin Williams libero dall’arco e infilando due liberi per restituire due punti di vantaggio al Thunder in una fase in cui ogni possesso pesa come una sentenza.
Detroit non molla e trova in Paul Reed, autore di 21 punti e 10 rimbalzi, l’uomo che provoca la sesta infrazione di Holmgren e lo manda fuori partita, prima di presentarsi in lunetta e pareggiare i conti, mentre sull’azione successiva i Thunder non trovano il canestro, e se Gilgeous-Alexander ruba il pallone dalle mani di Jenkins e si alza per uno stepback da tre punti vincente a 4,0" dalla fine, una chiamata di sfondamento annulla il canestro e manda la sfida al supplementare.

Nell’overtime si fatica a trovare un risolutore. Shai apre la frazione con un altro canestro ma i Pistons restano comunque a contatto fino all’ultimo minuto, quando Huerter commette fallo su un suo tentativo da tre punti e il “franchise player” di OKC converte con freddezza tutti e tre i liberi, portando il margine a cinque punti e chiudendo di fatto la contesa sul 114-110, risultato che lascia ai Pistons l’amarezza della sconfitta ma anche la consapevolezza di aver sfiorato un’impresa quasi insperata alla vigilia.

Redazione Pianetabasket.com
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