LBA - Virtus Bologna, Awudu Abass "Pressione? Farsi trovare sempre pronti per non sentirla"

25.09.2020 14:05 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
LBA - Virtus Bologna, Awudu Abass "Pressione? Farsi trovare sempre pronti per non sentirla"

Arrivato nell'ultima campagna acquisti della Virtus Bologna, Awudu Abass racconta i suoi primi tempi nella nuova realtà alla pennadi Massimo Selleri del Resto del Carlino edizione Bologna.

Penso alla squadra. Sono uno che cerca di isolarsi dalle voci che girano attorno alla squadra per concentrarmi solo sulla squadra. Ho voglia di giocare e guardo solo il campo cercando di fare solo quello che mi chiede l’allenatore. I miei obiettivi sono quelli di dare sempre il massimo e di migliorare giorno dopo giorno.

Pressione. E’ normale che la pressione ci sia in una piazza come questa, ma il modo migliore per non sentirla è quella di provare a farsi trovare sempre pronto.

Esordio contro Cantù. Chiaramente per me non sarà una partita come tutte le altre perché tutta la mia storia come giocatore professionista è partita da lì. Giocarci contro è sempre emozionante e anche bello perché mi dimostra quanta strada ho fatto in questi anni.

NBA e razzismo. Hanno fatto bene perché siamo in un momento storico in cui se non reagisce le cose poi non cambiano. Detto questo sono dell’idea che protestare non sia sufficiente perché il problema nasce dal sistema che consente ai colpevoli di certi atti di non subire conseguenze serie. Ci vuole tempo perché una questione così radicata si risolva, ma c’è una maggiore sensibilità e questo aspetto può essere importante quando si vota. Ecco perché il lato più concreto di quelle manifestazioni era rappresentato da quelle persone che indossavano la maglietta dove si chiedeva a tutti di partecipare al voto.

La reazione che c’è stata a livello mondiale spero che faccia riflettere chi odia le persone che provengono da paesi diversi dal suo o che hanno un colore della pelle diverso. In giro per l’Italia qualche episodio c’è stato, però, sono riuscito a non reagire e sono andato avanti per la mia strada, perché se avessi reagito o con le parole o con la violenza sarei passato dalla parte del torto. Queste cose possono capitare, ma ho avuto una educazione molto rigida e fin da bambino la mia famiglia mi ha insegnato a non reagire in questi momenti.

Sistema Djordjevic. E’ molto divertente perché siamo tutti molto coinvolti e tutti hanno la possibilità di emergere. Deve essere così se si vuole puntare a vincere qualcosa di importante tutti devono essere pericolo in campo per non essere battezzati dalle difese avversarie.