Valerio Bianchini: «Olimpia solida, Virtus audace: l'EuroLega delle italiane»

15.01.2026 13:00 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Valerio Bianchini: «Olimpia solida, Virtus audace: l'EuroLega delle italiane»
© foto di Ciamillo

«Olimpia solida, Virtus audace: l'EuroLega delle italiane» è il titolo dell'editoriale firmato da Valerio Bianchini su La Gazzetta dello Sport in vista delle gare di Milano Bologna, in campo oggi rispettivamente contro Stella Rossa, in casa, e Dubai negli Emirati Arabi Uniti. Due sfide importanti per la classifica delle due italiane, con Milano che vuole dare continuità al successo di Atene contro il Panathinaikos e alla vittoria interna contro l'Efes per accorciare ulteriormente sulla zona playoff, mentre Bologna affronta una diretta avversaria - seppur con una situazione infermeria non al meglio - che ha lo stesso record, 10 vittorie e 11 sconfitte.

Bianchini sull'Olimpia Milano
"Milano, recuperati infortuni eccellenti, ha ora una quadratura classica di grande squadra. Presenza sotto i tabelloni impressionante con Nebo, Booker e il veterano Dunston, prolifiche ali come LeDay, Shields e Brooks a cui si è aggiunto il ritrovato Guduric. Tra i playmaker molti si sono alternati. Alcuni adattati alla bisogna come Bolmaro e perfino Guduric, altri come Ellis e Mannion, altalenanti come impone la loro giovinezza. Ora col rientro di Lorenzo Brown e con l'ottima gestione in attacco di coach Poeta che compensa una minore coesione difensiva, la quadratura del cerchio potrebbe concludersi".

Bianchini sulla Virtus Bologna
"Discorso opposto per la Virtus, alla quale confesso, va la mia simpatia per quanti ottimi italiani sa schierare in campo. Due figure sovrastano le altre. La prima è quella del coach Dusko Ivanovic, maestro di vecchia scuola col grande merito di non subire il cambiamento avvenuto nel gioco, ma di affrontarlo e tecnicamente dominarlo. Il secondo è Alessandro Pajola, ragazzo di Ancona che esprime un grande paradosso: nel periodo più ambiguo del basket mondiale, sotto il ricatto di un insensato abuso del tiro da 3, il nostro vessillifero è lui con un erratico tiro da 3, ma con le sue inesauste concretezze. In regia accanto a Pajola veglia l'immarscescibile Hackett e da quest'anno l'argentino Vildoza, perfetto esemplare di moderno play. Non vi è altrettanta dovizia nel settore lunghi ma il coach ha lanciato la sua temeraria scommessa: mandare all'assalto i suoi tiratori mentre la squadra sa tenere salda la difesa. Mi piace la Virtus anche perché, con la recente acquisizione del rookie Ferrari, sta lavorando per la rinascita della Nazionale".