Giannakopoulos: «Se avessi voluto esserci, ci sarei stato. Ma ho mantenuto la parola»
Sebbene Dimitris Giannakopoulos fosse virtualmente presente grazie alle migliaia di fotografie che tappezzavano le tribune prima della palla a due, alla fine ha deciso di non recarsi all'OAKA per assistere dal vivo alla sconfitta del suo Panathinaikos contro il Valencia (87-91). Squalificato da EuroLeague, il patron greco deve infatti scontare un divieto di accesso alle arene di tre partite. Tuttavia, la sua assenza è stata frutto di una precisa scelta personale. Almeno questo secondo lui, che lo ha voluto sottolineare sui social network al termine dell'incontro. L'eccentrico presidente ha spiegato che, se lo avesse davvero desiderato, nessuno avrebbe potuto impedirgli di entrare, ma ha preferito tenere fede alla parola data, senza nascondersi dietro a travestimenti o sotterfugi: «Se avessi voluto essere al palazzetto, ci sarei stato. Ma non voglio essere al centro dell'attenzione. Lasciatemi chiarire una cosa: le mie foto all'OAKA sono qualcosa che ho pagato io. Se avessi voluto andarci, sarei stato lì di persona, ma non dietro una maschera, quello non sono io. Non sono un codardo, non infrango la mia promessa per nessuno, e se volessi essere alla partita, sarei seduto al mio posto. Io ho mantenuto la mia parola, spero che tutti facciano lo stesso». Infine, Giannakopoulos ha rivolto parole di cieca fiducia alla sua squadra, minimizzando il peso della sua lontananza dagli spalti: «Non hanno bisogno di me, non hanno bisogno che io sia lì. Ho la migliore squadra d'Europa. Guardateci. Guarderò la partita con il mio adorabile gatto. E se vorrò esserci, ci sarò».