Dentro la crisi del Partizan Belgrado: Penarroya non si dimette, ma il pubblico scompare

15.01.2026 15:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Dentro la crisi del Partizan Belgrado: Penarroya non si dimette, ma il pubblico scompare
© foto di Partizan Belgrado

Il Partizan Mozzart Bet Belgrado sta attraversando forse il periodo più difficile della sua storia in EuroLeague. Mercoledì sera al Pionir, la squadra ha subito una clamorosa sconfitta di 38 punti contro l’Olympiacos Pireo, segnando la settima sconfitta consecutiva nella competizione, la serie negativa più lunga mai registrata dal club a questo livello. Nelle ultime sette partite, il Partizan è stato surclassato di +170 punti totali, con una media di 24 punti di scarto a partita, perdendo contro Virtus, Zalgiris, Maccabi, Valencia, Monaco, Barcellona e Olympiacos. La gara di ieri contro la corazzata greca ha per altro registrato anche un record negativo di affluenza: appena 4.503 spettatori al Pionir, probabilmente il dato più basso nella storia del club in EuroLeague.

NIENTE DIMISSIONI
Nonostante la crisi, l’allenatore Joan Penarroya ha mostrato grande determinazione nel post-partita, escludendo dimissioni e sottolineando la necessità di lavorare e migliorare come squadra. «Domani abbiamo un allenamento per prepararci alla prossima partita. Riconosciamo oggi che non stiamo competendo al livello richiesto dall’EuroLeague e non ci sono scuse. Tutti devono guardarsi allo specchio e giocare insieme», ha dichiarato. Penarroya ha inoltre precisato che considera un onore guidare il club, nonostante il momento negativo: «È un momento difficile, chiaro, non ho mai vissuto una situazione simile nella mia carriera, ma è il momento di lavorare duramente e aiutare i nostri giocatori».

LA SITUAZIONE E LA CRISI
Il Partizan ora si trova a 6-16 in classifica, e affronterà Bayern Monaco e Hapoel Tel Aviv nelle prossime settimane, con il rischio di allungare la serie negativa a nove partite se la forma attuale dovesse proseguire. Ma la situazione è certamente complicata, e nessuno in estate si poteva aspettare queste difficoltà a gennaio. Nonostante budget sempre più alti anno dopo anno, se l'inizio di annata era stato in salita, la vera crisi è arrivata dopo le dimissioni di Zeljko Obradovic. Era il 26 novembre, per giorni il club serbo ha provato a convincere il suo allenatore a cambiare idea. Ma niente. La situazione da allora è sfuggita di mano: litigi tra giocatori e fans, con Tyrique Jones a pagare con l'uscita, poi il passaggio all'Olympiacos, e un Jabari Parker che dopo aver prodotto 13.8 punti e 4 rimbalzi di media nel 24/25 con il Barca, resta un mistero. Mirko Ocokoljić - il vice di Obradovic trovatosi per qualche settimana alla guida della squadra - sembra aver scatenato una reazione. Invece era evidentemente una finta. E purtroppo per il momento con Joan Penarroya le cose non vanno meglio.