Randle firma il sorpasso, Minnesota ribalta Houston in un overtime surreale
Il 110-108 finale dice che i Minnesota Timberwolves battono i Houston Rockets all’overtime, ma il dato che resta è il modo in cui ci riescono: sotto di 13 nel supplementare, chiudono la gara con un parziale di 15-0 e trovano il canestro del sorpasso con il jumper di Julius Randle a 8.8" dalla sirena, completando la più grande rimonta in un overtime da quando esiste il play-by-play dettagliato, cioè dal 1997. Randle, rimasto a secco per tutto il primo tempo, mette tutti i suoi 24 punti dopo l’intervallo e diventa il riferimento offensivo nel momento in cui la partita si sporca, fino all’azione che lo vede prima protagonista in positivo con il tiro del +2 e poi coinvolto nel fallo su Kevin Durant a 3.3" dalla fine, episodio che sembra poter ribaltare di nuovo l’inerzia ma che si chiude con il primo errore ai liberi della serata per Houston dopo un 23 su 23 iniziale. Durant sbaglia il primo libero, prova a fallire apposta il secondo per dare ai Rockets un’ultima possibilità ma la squadra texana non riesce nemmeno a costruire un tiro, chiudendo una notte in cui lui e Alperen Sengun avevano comunque firmato 30 punti a testa e guidato un 12-0 nel finale di quarto periodo che aveva ribaltato un precedente +11 Minnesota, prima del botta e risposta di overtime con i 13 punti iniziali di Houston e la risposta totale dei Wolves. In mezzo c’è anche la prova di Jaden McDaniels, 25 punti prima di uscire per un apparente problema alla gamba, che si aggiunge a un quadro già complicato per le rotazioni di Chris Finch, costretto a chiudere la gara senza Naz Reid (espulso per proteste), senza Rudy Gobert (sesto fallo) e senza Ayo Dosunmu, fermato da un fastidio al polpaccio, con cinque dei primi sette giocatori di rotazione indisponibili nel momento in cui la partita si decide.
Minnesota sale con questo successo a 45-28 e resta a mezza partita di distanza da Denver nella corsa al quarto posto a Ovest, confermando un dato non banale: il bilancio di 10-5 nelle gare giocate senza Anthony Edwards, segno di una struttura che regge anche quando la stella principale non è disponibile e che trova contributi pesanti da Gobert e Reid, entrambi in doppia cifra per punti e rimbalzi prima di uscire di scena nel finale più caotico della serata. Per Houston la sconfitta pesa perché arriva al termine di una gara in cui il controllo sembrava acquisito più volte, prima con il rientro nel quarto periodo e poi con l’allungo in overtime, ma soprattutto perché si accompagna a un dato quasi perfetto dalla lunetta, quel 23 su 23 iniziale che viene sporcato solo nel momento più delicato, quando Durant si presenta in lunetta con la possibilità di pareggiare e finisce per sbagliare il primo tentativo dopo una partita chiusa comunque con 30 punti. I Rockets restano comunque in piena corsa playoff a Ovest, con un record di 43-29 e il sesto posto che li tiene agganciati al gruppo di testa, ma la serata contro i Wolves lascia la sensazione di un’occasione sprecata, anche alla luce del fatto che il primo incrocio stagionale del 16 gennaio era finito a favore di Houston e che le due squadre si ritroveranno ancora il 10 aprile, in un finale di calendario che vede Minnesota giocare sei delle ultime otto in trasferta e i texani disputarne sei su otto in casa.