Embiid e George rientrano e spingono i 76ers oltre l'ostacolo Bulls
Il dato più semplice della notte alla Xfinity Mobile è il punteggio, 157-137 per Philadelphia, ma la chiave della serata sta nel rientro di Joel Embiid, che dopo tredici gare ai box per un problema all’obliquo destro torna in campo e chiude con 35 punti, dando subito la sensazione di non aver perso ritmo né fiducia. Nel primo quarto l' MVP 2023 mette 6 tiri su 9 e soprattutto converte tutte e tre le triple tentate, aprendo il campo e costringendo la difesa dei Chicago Bulls a scelte scomode, mentre a fine primo tempo è già a quota 23 punti e il tabellone segna un 71-52 eloquente.
La struttura offensiva dei 76ers resta lineare, con Embiid che occupa il centro del sistema e gli esterni che lavorano sugli spazi creati dal lungo camerunese, mentre dall’altra parte i Bulls trovano in Josh Giddey il principale riferimento realizzativo con 23 punti, senza però riuscire a cambiare davvero l’inerzia di una gara in cui la produzione di Philadelphia resta alta per tutti i 48 minuti. Il dato dei 157 punti segnati racconta una serata in cui il margine di sicurezza rimane ampio, ma il focus interno alla franchigia è più sul fatto che il rientro di Embiid arrivi con questa efficienza al tiro e con una presenza costante nei primi due quarti, elemento che permette allo staff di gestire i carichi senza forzare minutaggi eccessivi in una fase di stagione in cui la priorità è arrivare ai playoff con il gruppo chiave in condizioni stabili.
L’altra linea è quella di Paul George, al primo impatto stagionale pieno dopo la squalifica di 25 partite per violazione della politica antidroga NBA, con una gara che parte in salita ma si assesta nel secondo tempo fino a chiudersi con 28 punti complessivi e una sensazione di progressivo riadattamento al contesto dei 76ers.Nella prima metà George fatica, sbaglia 8 dei 10 tiri tentati e si ferma a 5 punti, ma dopo l’intervallo trova ritmo, chiude con 23 punti nella sola ripresa e termina la serata con un 11 su 22 dal campo e 6 triple a bersaglio su 13 tentativi, numeri che danno un’idea di come la sua presenza perimetrale possa alleggerire il carico di Embiid e cambiare la geometria dell’attacco. Il pubblico di Philadelphia lo accompagna con applausi costanti, in particolare quando converte tre possessi consecutivi a inizio quarto periodo.
Sullo sfondo restano le assenze di Tyrese Maxey, fuori per la decima gara consecutiva per un problema al tendine di un dito della mano destra, e di Kelly Oubre Jr., fermo da otto partite per un fastidio al gomito sinistro ma già autorizzato a riprendere il lavoro in campo e presente allo shootaround del mattino.