I Magic si aggrappano a Banchero e piegano i Kings in volata
La serata al Kia Center comincia con un peso sulle spalle del Magic, reduce da sei sconfitte consecutive e con le voci sul futuro di Jamahl Mosley che iniziano a farsi più insistenti: tutti sotto esame. L’arrivo dei Kings in Florida sembra l’occasione giusta per rialzare la testa, ma fin dalle prime azioni si capisce che non sarà una passeggiata, perché Devin Carter punisce subito da lontano e la coppia Raynaud–Achiuwa si prende la vernice con decisione, costringendo Orlando a rincorrere nel traffico dell’area. Le due squadre si scambiano canestri in un avvio frenetico, con Sacramento che nonostante una rotazione falcidiata da dieci assenze riesce a restare agganciata grazie a qualche recupero e alle triple che tengono viva la panchina.
Paolo Banchero, che chiuderà con 30 punti, 9 rimbalzi e 7 assist, entra presto in ritmo e diventa il riferimento offensivo costante, attaccando il ferro con potenza e aprendo il campo per i tiratori, fino al 39-30 di fine primo quarto che dà respiro ma non tranquillità a un gruppo ancora fragile mentalmente. Nel secondo periodo però si cambia volto, perché DeMar DeRozan decide di prendersi la scena e mette in piedi una vera e propria lezione di mid-range, infilando 17 punti nel solo quarto senza mai affidarsi al tiro da tre, con quella pulizia tecnica che manda fuori giri la difesa di Orlando e ridà fiducia a un attacco di Sacramento che gira bene il pallone e arriva all’intervallo con 16 assist complessivi. I Magic restano comunque davanti grazie alla combinazione tra precisione dall’arco e solidità ai liberi, chiudendo sul 65-59 un primo tempo in cui l’inerzia sembra oscillare di continuo.
Dopo la pausa lunga, i Kings trovano in Malik Monk la scintilla che mancava, perché la sua aggressività apre il parziale di 9-0 chiuso dal jumper in transizione di DeRozan che riporta lo scarto a un solo possesso sul 74-72 e zittisce per un attimo il pubblico di casa. Sacramento trova ritmo anche dall’arco con le conclusioni di Daeqwon Plowden e dello stesso Carter, mentre Orlando si affida alla fisicità di Banchero e alle letture di Desmond Bane per non perdere contatto, arrivando al 93-90 di fine terzo quarto su un filo sottilissimo di incertezza.
L’ultimo periodo sembra iniziare nel segno dei Magic, che approfittano dell’assenza momentanea di DeRozan per allungare fino al +10 sul 105-95. Il suo rientro di DeRozan rilancia i Kings, ma è soprattutto Plowden a far tremare il palazzetto con una serie di triple che lo portano fino al suo massimo in carriera e riportano gli ospiti a un solo punto di distanza nell’ultimo minuto. Orlando sceglie di non forzare, muove il pallone con pazienza e trova Jalen Suggs libero sul perimetro, che a 27,0" dalla sirena firma la tripla che vale il nuovo +4. DeRozan ha solo il tempo di accorciare prima che i falli sistematici mandino i Magic in lunetta a blindare il 121-117 finale.
Boxscore: 30 Banchero, 23 Bane, 18 Da Silva, 11 Cain, 10p+11r Carter Jr. per i Magic; 33p+11as DeRozan, 23 Plowden, 14 Achiuwa e Carter, 13 Monk, 10 Raynaud.