LBA - Trento al PalaDozza della Fortitudo, secondo Antimo Martino "Sarà una partita di livello"

06.12.2019 18:15 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: Enrico Faggiano - bolognabasket.org
LBA - Trento al PalaDozza della Fortitudo, secondo Antimo Martino "Sarà una partita di livello"

Le parole di Antimo Martino alla vigilia della gara casalinga con Trento.

“Sarà una partita di livello, ci arriviamo dopo una sosta dovuta al calendario e che abbiamo cercato di sfruttare per recuperare un po’ di energie mentali e da qualche acciacco. Siamo ripartiti con la voglia giusta per preparare una partita che come tutte ha un valore notevole. Trento negli ultimi anni è stata ed è ai vertici della pallacanestro italiana, anche quest’anno è strutturata per fare bene, disputa anche le coppe con tutto ciò che ne consegue riguardo profondità e atletismo, quindi per noi è un altro test importante. Cercheremo di fare il massimo e come sempre avremo il sostegno del pubblico, ma noi dovremo essere bravi a fare il nostro”

E’ uno scontro diretto per la Final Eight? “Come prima cosa noi dobbiamo sempre, in casa, cercare il massimo a disposizione, quindi una vittoria sarebbe un mattoncino in più verso il nostro obiettivo primario. Poi una vittoria ci permetterebbe di sognare un traguardo intermedio, relativamente raggiungibile perché mancano poche partite alla fine del girone d’andata e potremmo utilizzare doppiamente questi due punti”

Avresti fatto a meno della pausa? “Alla fine penso sia stata utile, avevamo qualche giocatore non nelle condizioni ideali, e quindi abbiamo lavorato sulla condizione fisica, dando un paio di giorni di riposo a chi ne aveva bisogno. Da lunedì abbiamo poi ricreato la routine necessaria per arrivare fisicamente e mentalmente pronti alla partita”

Domani ci sarà la sfida tra Aradori e Gentile. Potrebbe essere una di quelle partite decise da un duello tra singoli? “Che Aradori e Gentile siano giocatori importanti per le rispettive squadre non ci piove. Non credo che il loro duello possa essere in assoluto determinante, a questo livello della pallacanestro attuale è difficile che una sfida tra singoli lo sia. Serve la prestazione di squadra, ricordando che Trento non è diversa da Brescia, come struttura: fisica, con alternanza nei lunghi, e noi dovremo fare meglio di questo precedente.”

Quando fate bene a rimbalzo difensivo arrivano le vittorie: è uno degli aspetti su cui avete lavorato? “Quando siamo concentrati, come con Venezia che offriva accoppiamenti improbabili, o nel secondo tempo di Cantù, riusciamo ad avere un buon rendimento a rimbalzo. Dico sempre che non è solo questione di centimetri o fisicità, ma anche semplice attenzione”

Potrebbe essere un passaggio di consegne tra Knox e Daniel, un ex che alla piazza era sembrato molle e uno che all’epoca veniva rimpianto? “Non credo che Daniel senta la sfida, poi ricordiamo che è Sims il nostro centro titolare, il paragone lo si potrebbe fare con lui. Non vedo un parallelo, sono stati ex nel passato, e forse in partita questo accoppiamento nemmeno si vedrà. Che poi la piazza possa aver fatto delle scelte anni fa non è qualcosa che possa considerare, io devo vederla con l’occhio dell’allenatore. Poi ai giocatori di queste cose non gliene importa niente, in alcuni casi nemmeno si ricordano con chi hanno giocato: sono molto più selvaggi, forse Knox nemmeno si ricorda di aver preso il posto di Ed. Magari vorrà fare una buona partita come anche Daniel, ma non certo per il dualismo.”

Hai sempre parlato di bilanciare umiltà e ambizione, pare che sia una differenza anche tra il volare basso della società e qualche dichiarazione di giocatori che puntano a qualcosa di più. “Ho letto tanti giocatori che mantengono un approccio cauto. E’ giusto che la società, così come il sottoscritto, mantenga coerenza in quello che ci siamo detti e che vogliamo fare. Si deve essere umili, cercando comunque di essere migliori rispetto al giorno prima. Lavoreremo per arrivare il prima possibile al nostro obiettivo e poi magari fare altro, le due cose devono essere sempre in correlazione”

Hai fatto tabelle per arrivare alla Coppa Italia? “Devo essere sincero, no. Possono mancare due o tre vittorie, possiamo essere coinvolti ma non sarà facile, abbiamo un calendario non semplice, e c’è una classifica corta che rende ogni calcolo prematuro”

Nella pausa avete lavorato su questioni tattiche che in precedenza non ti sono piaciute? “No, siamo riusciti a lavorare con maggiore serenità e badando, specie nella prima settimana, soprattutto a noi.”

La presenza o meno di Craft cambierà molto. “Noi abbiamo allenato la squadra pensando a lui in campo, meglio togliere qualcosa che non aggiungere in caso di bisogno. Ho idea di come possa essere Trento con o senza, starà poi a noi adeguarci alla situazione. Lui è importante, è diverso da quelli che possono prendere il suo ruolo. Tutti i giocatori possono spostare l’ago della bilancia, Trento ha 11 giocatori: contro squadre che hanno pochi punti di riferimento e tanti gregari ci sta l’idea di limitarne qualcuno, ma Trento ne ha tanti, se non c’è Craft c’è Forray, serve sempre un approccio elastico di cui in A2 non c’era sempre bisogno”

Questo è anche un discorso di energia. “Lo è sempre, nel basket attuale è tutta questione di energia. Milano contro di noi poteva non essere tanto carica e ha sofferto. Dall’energia nascono rimbalzi, buone percentuali, concentrazione. E’ un aspetto chiave su cui cerchiamo sempre di metterci attenzione, perchè è quello che ci può permettere di battere squadre anche più forti, o al contrario farci fare brutte figure contro avversarie sulla carta più scarse”