Galbiati conquista la Coppa del Rey con Baskonia: «Sono un sopravvissuto, giochiamo per i ricordi»

23.02.2026 00:16 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Galbiati conquista la Coppa del Rey con Baskonia: «Sono un sopravvissuto, giochiamo per i ricordi»
© foto di acb Photo / M.Pozo

Il capolavoro di Paolo Galbiati, che a un anno di distanza dalla vittoria della sua seconda Coppa Italia alza al cielo la sua prima Copa del Rey, vinta con il Baskonia contro il Real Madrid per 100-89 al termine di una finale intensa e spettacolare. Al termine della gara, il tecnico italiano si è presentato in conferenza stampa visibilmente emozionato, celebrando il lavoro del gruppo e l’importanza del successo: «Sono molto felice, onestamente molto felice per i miei giocatori, il mio staff… sono dispiaciuto perché non sono qui ma stanno festeggiando nello spogliatoio. Tutto lo staff ha fatto un lavoro enorme. Ieri sera alle 3 di notte stavamo parlando di cosa fare e i medici a quell’ora stavano ancora finendo il loro lavoro con i giocatori. E i tifosi sono stati incredibili. Sono molto felice».

Galbiati ha poi analizzato la partita, sottolineando le difficoltà iniziali e la crescita progressiva della squadra: «La partita è stata molto dura. Abbiamo iniziato molto male, ce lo aspettavamo ma non così male come siamo partiti. Difesa dopo difesa, ancora difesa… e quando in attacco abbiamo smesso di cercare soluzioni rapide e siamo riusciti a muovere la difesa del Real Madrid da un lato all’altro, il nostro attacco è cresciuto. Il 17-33 nell’ultimo quarto è un dato emozionante. Sono molto felice». Il tecnico ha quindi voluto ringraziare diverse persone fondamentali nel suo percorso: «Devo ringraziare tante persone. La mia famiglia, la mia fidanzata, Luis Scola perché senza di lui non sarei qui. Quattro anni fa fui retrocesso in Italia e lui mi ha ingaggiato, e la scorsa estate qualcuno del Baskonia lo ha chiamato per chiedere di me. E infine un ricordo per una persona fantastica, Paola Clissura [la moglie del vicepresidente di Trento, Bruno Giampieretti ndr], una donna incredibile: mando un grande abbraccio a suo marito e alla sua famiglia. Sicuramente dimentico qualcuno, ma loro lo sanno».

L’allenatore ha poi evidenziato il lavoro svolto per costruire l’identità del gruppo e superare i momenti difficili della stagione: «Ho lavorato molto per cercare di unire il gruppo. Quando i professionisti hanno grandi aspettative e contratti importanti non è facile creare questa chimica, questa unione, il voler soffrire insieme. Sono tremendamente felice. Credo di essere sopravvissuto un paio di volte all’esonero, perché vedendo come era iniziata la stagione e i momenti che abbiamo vissuto a novembre… sono un sopravvissuto. Grazie ai miei giocatori che hanno creduto nel mio lavoro. Io credo nel mio lavoro, credo di lavorare duro e che ne valga la pena. Io lavoro molto duro, il mio staff lavora molto duro e questa Coppa del Rey ci unirà per tutta la vita. Alla fine giochiamo per i ricordi, è la cosa più importante».

Infine Galbiati ha elogiato gli avversari e l’organizzazione dell’evento, soffermandosi anche sugli aspetti tattici della finale e sull’atmosfera del torneo: «Sono contento per la mia squadra e per i nostri tifosi, per noi, per la mia famiglia. Solo questo. Il Real Madrid è una squadra incredibile e oggi ha giocato una partita molto buona. Campazzo è un mal di testa, Tavares lo stesso, Hezonja quando ha segnato la tripla come ieri. Abbiamo preparato la squadra nel time-out sui blocchi per far tirare Hezonja e l’ha segnata. Oggi sono solo felice, non penserò contro chi. Scariolo ha tanti trofei e il mio sogno è vincerne quanti lui: medaglia olimpica, quello che ha ottenuto con le sue squadre e con la Spagna, tutto. Nel primo tempo abbiamo iniziato giocando situazioni lente; parlando con lo staff abbiamo deciso di giocare il nostro basket, più veloce. All’inizio volevamo attaccare Tavares e Len con i pop, ma era troppo lento. Quando abbiamo iniziato a muovere la palla da un lato all’altro la partita è cambiata. Sono contento perché abbiamo vinto giocando la pallacanestro che mi piace: difendere come animali e muovere la palla in attacco, segnando. Fantastico. E voglio fare i complimenti a tutta l’organizzazione, all’ACB, a Valencia, al signor Roig e a tutti i tifosi della Liga Endesa, perché due anni fa in Trento-Venezia alcuni nostri tifosi furono aggrediti. Qui invece l’atmosfera è incredibile. Complimenti a tutte le tifoserie, non solo alla nostra: a tutte le squadre e ai tifosi anche di chi non era qui. L’atmosfera è incredibile».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.