Il progetto NBA Europe: licenze, promozioni e il nuovo ruolo della BCL spiegati dal CEO Comninos
Durante la tavola rotonda con i media in occasione della Final Four di Basketball Champions League, il CEO Patrick Comninos ha affrontato uno dei temi più caldi e dibattuti del momento nel mondo della pallacanestro: il progetto NBA Europe. Pur riconoscendo l'enorme complessità del processo in atto, il dirigente ha sottolineato come i colloqui abbiano già prodotto importanti punti di incontro, partendo dalla consapevolezza condivisa tra FIBA, NBA ed EuroLega che l'attuale sistema non massimizza il potenziale commerciale dei club europei. «Riconosciamo tutti che si tratta di un processo complesso. Penso che il primo successo sia arrivato all'inizio di questi incontri, in cui tutti attorno al tavolo, FIBA, NBA, EuroLega, abbiamo riconosciuto che il modello attuale non fornisce necessariamente la massima opportunità commerciale per i club europei», ha dichiarato Comninos. «Siamo rimasti molto coerenti su ciò che è importante per il nostro ambiente. E ancora una volta, non è una sorpresa quando dico che bisogna proteggere i campionati nazionali, proteggere le squadre nazionali, giocare con un set di regole FIBA unificato, avere accesso alla competizione tramite percorsi attraverso la seconda fascia e i campionati nazionali, e garantire un livello di impegno finanziario per la più ampia comunità del basket, che sia per supportare l'attività di base o per lo sviluppo. Per noi, questi sono elementi chiave e strumentali in qualsiasi percorso vogliamo intraprendere. E confesso che queste discussioni che abbiamo avuto con la NBA hanno riconosciuto questi principi e ci hanno permesso di continuare un impegno fruttuoso».
Nel delineare la potenziale struttura di questo nuovo ecosistema, la Basketball Champions League si posizionerebbe formalmente come una competizione di seconda fascia, fungendo da via d'accesso alla neonata NBA Europe. Il sistema proposto prevede infatti la coesistenza di squadre provviste di licenza e di percorsi di qualificazione aperti basati sul merito sportivo. «Nel corso di questi anni, si sono tenute molte discussioni. E ciò che è di dominio pubblico è che una struttura futura vedrebbe una competizione di prima fascia gestita dalla NBA, in partnership con la FIBA. E subito sotto, in una seconda fascia, ci sarebbe la Basketball Champions League, che rappresenterebbe, ovviamente, quello che riconosciamo come l'elemento aperto di questo nuovo ecosistema a due livelli», ha spiegato Comninos, per poi chiarire i precisi meccanismi di accesso: «Il percorso aperto è duplice. Uno è tramite la Basketball Champions League, e l'altro è tramite un torneo di qualificazione a fine stagione che permetterebbe anche alle squadre che rendono ai massimi livelli nelle rispettive competizioni nazionali di avere l'opportunità di avanzare».
Un nodo cruciale di questa potenziale rivoluzione riguarda ovviamente il coinvolgimento delle attuali formazioni di vertice europee, ma la posizione della FIBA in merito appare ben definita. Comninos ha infatti rassicurato sul fatto che tutti i 13 club attualmente in possesso di una licenza pluriennale di EuroLega avrebbero un posto garantito nel nuovo progetto. «Penso che sia stato chiarito in modo molto netto nella nostra comunicazione con l'EuroLega che tutte le 13 squadre con licenza dell'EuroLega hanno un posto in questo nuovo ecosistema», ha precisato il CEO della competizione. «E guardiamo a questo nuovo ecosistema, come ho detto prima, come a questa doppia struttura che consente l'accesso all'ambiente di NBA Europe tramite l'acquisizione della licenza o tramite la qualificazione. Quindi direi che il percorso è aperto. E questo è stato chiarito molto bene. Ora, quando si tratta di ottenere una licenza permanente, c'è un processo molto specifico che è ben noto e condiviso con l'EuroLega e i suoi membri. Alcuni di loro hanno già espresso interesse a farne parte. Ma di nuovo, è importante per noi sottolineare che questo nuovo ambiente è accogliente per tutte le squadre. E crediamo che questo abbia molto senso. Ha molto senso in termini dei valori di cui ho parlato e in termini delle risorse finanziarie che saranno messe a disposizione di questo intero ecosistema. Quindi ci sentiamo fiduciosi che man mano che queste discussioni andranno avanti, questo concetto sarà ben condiviso da tutti».