Valtur Brindisi: tanti i punti da cui ripartire dopo la sconfitta in gara 1

Serie A2
venerdì, 08 maggio 2026 alle 17:10
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Il famoso centesimo per fare l’euro era li per terra e a portata di mano, ma anche questa volta la Valtur Brindisi lo ha visto, accarezzato, ma non è riuscita a raccoglierlo. La sconfitta in Gara 1 per 80-78 patita sul campo di Verona lascia tanto amaro in bocca, poiché Brindisi ha condotto il match per lunghi tratti, fino anche alla doppia cifra di vantaggio, ma alla fine si è dovuta arrendere al canestro di McGee a poco più di 2’’ dalla sirena finale. La partita ha dimostrato che i playoff sono un altro campionato rispetto alla stagione regolare. Fisicità a livelli esagerati, scontri duri, difese aggressive pronte a non concedere nulla e chiudere il pitturato con le buone e con le cattive. Brindisi, a differenza di altre volte in trasferta, ha accettato la sfida ed è scesa sul parquet con la faccia giusta, motivata e pronta ad accettare lo scontro da un punto di vista sia fisico che mentale. Bucchi ha preparato la partita seguendo due direttive principali. In difesa aggressività sulla palla e impedire il tiro da tre, a costo di lasciare qualche 1vs1 nel pitturato di cui ha beneficiato Poser; in attacco invece il coach brindisino ha voluto subito sfruttare le carenze difensive di Johnson e dello stesso Poser, prediligendo un movimento di palla per mettere poi nelle condizioni Esposito di trovarsi in 1vs1 in post, oppure servire Vildera sullo short roll e permettergli di far male con il suo floater.
LA DIFESA E L’ERRORE FINALE - Un trattamento speciale è stato riservato a McGee considerato il nemico pubblico numero 1. Sull’americano si sono alternati con ottimi risultati sia Radonjic che Jones e lo hanno sostanzialmente annullato per tutta la partita. Quelle poche volte in cui si è trovato acocppiato con Cinciarini invece è stato sempre chiamato lo show alto di Vildera sul pick ‘n roll in modo da potergli chiudere qualsiasi tentativo di tiro o passaggio. L’obiettivo è sempre stato quello di impedirgli di usare la sua amata mano destra e mandarlo sempre a sinistra. Le trappole orchestrate da coach Bucchi hanno funzionato, tanto che l’americano è stato tenuto a 11 punti con 3/10 dal campo e due palle perse. Si sa però che un compito è perfetto quando lo si porta a termine per tutta la durata della partita e la difesa brindisina lo ha fatto “solamente” per 39 minuti e 45 secondi. Nella rimessa finale Brindisi è stata perfetta. Ramagli aveva disegnato una serie di blocchi per far cambiare la difesa su McGee e l’obiettivo era quello di accoppiarlo con Cinciarini, ma Jones è rimasto attaccato alla guardia veronese senza perderlo per un attimo. A questo punto era lecito pensare che la difesa fosse nelle situazione migliore per uscirne vincente, invece Jones ha commesso l’unico errore difensivo della sua partita: ha concesso la destra a McGee che non se l’è fatto ripetere due volte, ha azionato le sue quattro ruote motrici, ed è andato a concludere. Jones avrebbe dovuto ancora una volta la sinistra e mandarlo al centro del pitturato dove i lunghi brindisini erano pronti ad accoglierlo, mentre lo ha lasciato andare con la sua mano preferita a concludere in un modo in cui anche qualsiasi aiuto sarebbe stato complicato da portare. Si potrebbe anche obiettare a Bucchi il fatto che senza più time out, a 24 secondi dalla fine e in una situazione di parità, si sarebbe potuto fare fallo per cercare di vincerla, ma il coach ha detto che è stata proprio la squadra a chiedergli di difendere. La vita del coach è fatta anche di sensazioni, Brindisi aveva dimostrato di essere dentro la partita, e ha scelto di assecondarli (decisione che ha rivendicato, senza alcun rimorso, in sala stampa). Al netto di questo errore che è costato la partita, Brindisi ha fatto vedere tante cose positive. Oltre alla già citata difesa e al carattere finalmente messo in campo, la squadra di contrada Masseriola ha anche reagito benissimo al parziale di 10-0 preso a inizio terzo quarto quando la pressione su Cinciarini ha provocato tre palle perse del play e canestri facili in contropiede. Esposito (ottima partita da 20 punti e 7 rimbalzi con 2/3 da tre) si è messo la squadra sulle spalle e ha messo dentro canestri importantissimi. Altro segnale positivo è ovviamente Khalil Ahmad. Il giocatore, chiaramente ancora non al 100% della condizione, ha giocato in modo estremamente intelligente, aspettando che la partita arrivasse a lui e senza stare a rincorrerla inutilmente sprecando energie fisiche e mentali. Per tre quarti si è messo in ritmo, giocando alla sua velocità, attirando la difesa su di se e scaricando intelligentemente o sull’arco, o su Vildera restato libero dopo il raddoppio. Poi quando doveva tirar fuori tutto il suo talento lo ha fatto, sfiorando anche un 3+1 che sarebbe stato probabilmente decisivo.
DOVE MIGLIORARE – Brindisi non ha perso la partita per la scelta di fare o no fallo sull’ultima azione, ma probabilmente qualche azione prima, esattamente quando era in corso il talent show di Khalil Ahmad che ha fatto ciò per cui è stato ingaggiato da Brindisi: il go to guy. L’americano ha preso le redini della partita e ha messo a segno tre triple consecutive che hanno portato Brindisi prima in parità e poi in vantaggio e, forse proprio in quel momento, i pugliesi avrebbero dovuto serrare le fila difensive e creare quel mini parziale che sarebbe stato decisivo alla fine. Invece Verona è riuscita sempre a trovare la via del canestro e ha risposto sempre presente, restando attaccata alla partita e mettendosi nella condizione di vincerla. In partite playoff così tirate, questo è sicuramente un punto che deve essere affrontato e aggiustato nel corso della serie. Lo stesso discorso si potrebbe fare per il +5 del primo tempo, divario troppo piccolo a fronte di una difesa perfetta che aveva concesso a Verona una misero 18% da tre. L’altro punto da chiarire è quello della leadership. Proprio quando quella di Ahmad sembrava consolidata grazie a quelle tre triple e un’entrata a canestro in cui solo gli arbitri in tutto il palazzo non hanno visto un fallo, Cinciarini ha deciso che anche lui voleva dire la sua in questa partita. Dispiace dirlo, ma la penetrazione 1vs5 del finale di partita, respinta con perdite da Poser, non è ciò che ci si aspetta da un giocatore con la sua esperienza. In generale Cinciarini è stato opaco per tutta la partita, ma in quel momento della partita quella penetrazione era quanto di più insensato si potesse pensare di fare. Altro giocatore che deve migliorare è Jones e capire che è uno dei due americani della squadra e deve prendersi più responsabilità offensive. In difesa e a rimbalzo, al netto dell’errore finale, il giocatore c’è, ma in attacco c’è bisogno di più delle uscite dai blocchi. Deve mettere palla a terra, provare ad attaccare il ferro e creare vantaggio. Il fisico per farlo lo ha, gli manca però la consapevolezza (o il coraggio) per farlo. Se poi ci si trova in una partita con Cinciarini non al massimo, che preferisce prendersi una tripla dal palleggio, invece che servirlo sull’uscita di uno Spain pick’n roll eseguito perfettamente, bisogna che capisca che deve aggiungere altre armi al suo arsenale offensivo. Infine Brindisi deve sicuramente migliorare a rimbalzo (troppi offensivi concessi, soprattutto sui tiri liberi) e sulla gestione delle palle perse (ben 16 contro le 7 di Verona. Delle 16 perse, 9 sono state vive e hanno portato a punti facili per Verona. C’è anche da dire che si tratta di andare a trovare il pelo nell’uovo e che la partita di ieri è stata una delle migliori giocate in trasferta da Brindisi quest’anno. Però si stanno giocando i playoff e i dettagli fanno la differenza ancora di più che in stagione regolare.
SQUADRA SFORTUNATA – L’analisi tecnica della partita è quella con cui si cerca di spiegare un risultato, ma a volte ci sono anche fattori esogeni che non si possono controllare, come una palla che entra o che esce, una carambola che penalizza e che alla fine determinano il risultato della partita. Al netto delle critiche e degli errore, va detto che Brindisi che quest’anno è una squadra sfortunata negli episodi che decidono le partite. La tripla di Ahmad con fallo che accarezza la retina per poi uscire ne è uno dei tanti esempi che si sono rincorsi per tutta la stagione. Con questa di Verona, Brindisi è arrivata alla quinta sconfitta consecutiva e il rischio è che una squadra, mentalmente non proprio di ferro, rischi di deprimersi troppo dopo aver visto un’altra vittoria svanire sul filo di lana. Bucchi dovrà essere bravo a fare un bel reset mentale, perché domani è già tepo di gara 2 e se non è decisiva, poco ci manca

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