Contratto Collettivo WNBA: È il momento di concessioni per le giocatrici?

Contratto Collettivo WNBA: È il momento di concessioni per le giocatrici?

A metà febbraio il sindacato delle giocatrici WNBA aveva presentato una prima bozza di contratto collettivo, subito respinta dalla Lega, che aveva motivato il rifiuto parlando di un impatto economico negativo stimato in 460 milioni di dollari. Dopo quel no, la WNBPA è tornata al tavolo con una proposta rivista al ribasso. Nella prima versione le giocatrici chiedevano il 27,5% dei ricavi lordi della Lega; ora la richiesta è scesa al 26%, una riduzione che equivarrebbe a circa 100 milioni di dollari in meno. Nonostante ciò, il sindacato continua a puntare a un salary cap di 9,5 milioni per il primo anno del nuovo accordo.

Il nodo degli alloggi: uno dei punti più delicati. Un altro tema caldo riguarda le abitazioni fornite alle giocatrici. Dal 1999 la WNBA garantisce piccoli appartamenti, ma nella nuova bozza la Lega vorrebbe limitare questo beneficio solo:
- a chi percepisce il salario minimo,
- oppure alle atlete senza esperienza nella WNBA.
Il sindacato si oppone e propone una transizione più graduale: per i primi anni del nuovo CBA, tutte dovrebbero continuare a ricevere un alloggio. Successivamente, la WNBA non dovrebbe più offrirlo alle giocatrici che guadagnano almeno l’80% di un contratto massimo. Nella nuova proposta, la WNBPA ha abbassato questa soglia al 75%, mostrando apertura ma non rinunciando del tutto alla tutela.

 Posti aggiuntivi in roster: qui l’accordo è più vicino. Un terreno su cui le parti sembrano avvicinarsi è quello dei posti extra per le giocatrici in sviluppo, una novità pensata per aggiungere due atlete per squadra da utilizzare in caso di infortuni. Una misura che, per esempio, avrebbe aiutato molto le Indiana Fever, colpite da numerosi stop fisici nella scorsa stagione, compreso quello di Caitlin Clark. Il punto di frizione riguarda l’esperienza massima per occupare questi nuovi slot:
- la WNBA propone un limite di 4 o 5 anni, a seconda del minutaggio;
- inizialmente il sindacato non voleva alcuna restrizione;
- ora la WNBPA ha accettato un tetto di 6 anni, segnale di compromesso.

Il tempo stringe. 
La WNBA non ha ancora risposto all’ultima proposta del sindacato, ma la scadenza del 10 marzo si avvicina rapidamente. Se non si arriverà a un accordo entro quella data, il calendario della prossima stagione — già definito — dovrà essere modificato.