Fortitudo, le reazioni alle parole di Sacrati
Non fa tanti proseliti, la voglia di Gilberto Sacrati di chiamare in causa tutte le persone che, per sua idea, lo hanno portato a restare con il cerino in mano di una Fortitudo resa ingestibile dal mutuo Paladozza: ci saranno anche delle ragioni, per il patron biancoblu, ma ormai la credibilità è tale che nessuno può più dargli ascolto.
Chiamato in causa come una delle gestioni precedenti alle sue, Michele Martinelli non ne vuole sapere: ''Io certi atteggiamenti di Sacrati non li capisco, e non so chi glielo faccia fare. Se dice che si è reso conto solo ora del problema del mutuo dice una cosa falsa, figlia forse del fatto che ultimamente ha altre cose a cui pensare, e non so come ne uscirà fuori. Io ribadisco quello che so, ovvero che la storia del mutuo non è nata questa estate, perché fu una delle prime cose che tirai in ballo io quando presi in mano la Fortitudo''.
Resta sulle sue posizioni anche il Commissario Anna Maria Cancellieri, che nega ci siano cose rimaste nascoste agli occhi di Sacrati: ''Faccia quello che vuole, io non so cosa dire, e non so cosa possiamo avergli occultato.
Noi non ragioniamo sul voler o meno far fallire la Fortitudo, e abbiamo già da tempo messo le cose nelle mani dei nostri legali. La possibilità di avere un altro interlocutore al suo posto con cui ridiscutere la questione? Finchè questa resta pura teoria, non ne possiamo parlare''
Parla anche Paolo Santi, a nome della Fossa dei Leoni. E se sulla questione Paladozza nutre anch'egli qualche dubbio, per tutto il resto le colpe sono solo ed esclusivamente di Sacrati: ''Senza nulla togliere al disastro sportivo che lui ha fatto, a nostro parere sotto il Paladozza c'è qualcosa che non torna, e da cittadini bolognesi speriamo che la questione si risolva, perché è qualcosa che va avanti fin dai tempi di Martinelli. E poi, letta quest'anno la convenzione con il Comune, ci sono cose clamorose: l'ultima fidejussione a cui è stato dato l'ok, di 800mila euro, è stata il 16 giugno del 2006, poco prima che Seragnoli vendesse. E altre domande che ci poniamo, come il terzo anello, messo a bilancio, ma con lavori mai iniziati. Ma diciamo anche che Sacrati sta sfruttando questa situazione a proprio uso e consumo, per fare la vittima e non certo per senso civico''.
Nessuna apertura da parte di Nino Pellacani, per l'Associazione ''Per amore solo per amore'': ''Ci aspettavamo un piano industriale, ma alla fine non si è visto. E ad ogni estate si parla della stagione successiva per ripianare i debiti, ma siamo ancora qui: finiti in A Dilettanti per questioni economiche, e nuovamente non iscritti al campionato sempre per debiti non pagati. E noi dovremmo ancora stare ad ascoltarlo? A stargli dietro si perde tempo, e l'unica cosa da fare adesso è capire quale sia la reale situazione, sia della Fortitudo che della questione Paladozza, dato che il Comune ancora non ci ha risposto. E per noi è difficile fare progetti, se le cose restano ancora poco chiare''.
Per questo, tutti aspettano la casa madre. Pellacani: ''Noi andremo dove vuole la SG, perché senza il marchio non si può fare niente. Stiamo aspettando questo, perché non possiamo fare altro, e le risposte ce le devono dare loro, non le possiamo decidere noi. In giro c'è tanta gente che ha idee, ma che non si vuole far coinvolgere economicamente. Allora aspettiamo le direttive della casa madre, per avere una via univoca e ricordando che i soldi da noi raccolti non verranno toccati, e se lo saranno sarà solo dopo le decisioni della assemblea''.
Paolo Santi: ''Quello che conta è avere il marchio sulle maglie, perché finchè non sappiamo cosa farà la SG, se non sappiamo se ci sarà il marchio o comunque una presa di posizione chiara, per noi seguire Budrio o andare per esempio a Reggio Emilia, o a Imola con cui siamo gemellati, sarebbe la stessa cosa. Ovvero, seguire qualcosa che non sarebbe la Fortitudo, ma un'altra squadra. Oltretutto, senza sapere se questa nuova entità potrebbe giocare al Paladozza''.
Resta quindi in attesa della SG, il mondo Fortitudo, con l'Onorevole Tesini che ribadisce: ''Non ci sono novità, né per quel che riguarda il marchio che sulla istanza di fallimento. Ma i nostri legali già da tempo stanno lavorando, specie sulla questione marchio, e pur non essendoci ancora date precise ci sono buoni presupposti per averla vinta''.
Enrico Faggiano