Pesaro, Dalla Salda annuncia l'uscita di Spiro Leka e fa il punto sul mercato
L'amministratore delegato della VL Pesaro Alessandro Dalla Salda ha parlato in conferenza stampa: "Avevamo a che fare con una crisi economico-finanziaria vera. Non è un dramma o una vergogna. E con richieste continue di rinnovi contratti. Io ho fatto la scelta: tutto fermo. Non faccio nulla finché non finisce la stagione. Per scelta, perché se inizio a trattare con uno e non rinnovo un altro, avevo paura di rompere un equilibrio forte. E non avevo alcuna intenzione di impegnare una società senza avere il portafoglio per poterlo fare. Questo è senso di responsabilità. Prima per me viene la VL. Il CdA lo sa. Il mio contratto non è un problema. Questo deve essere chiaro.
C'era un'altra grande incertezza, non sapevamo se saremmo stati in A2 o in A1. Questo cambia tutto il piano, e le scelte. Cambia tutto. Sono due mondi diversi. E visto che volevamo tutti andare in A1... Perché anche la storiella che qualcuno non voleva andare in Serie A1 si è ribaltata tutta sulle mie spalle, non esiste. Da un punto di vista professionale non può esistere. Non dovevamo andare su per mettere a posto i bilanci? Non esiste. E dove è scritto che se non vai su metti a posto i bilanci? Volevamo andare su a tutti i costi. Qui di buchi non ce ne sono, ci sono delle perdite. Ma faccio questo lavoro da 29 anni, non ho mai lasciato buchi, situazioni gravi, non ho mai costretto i proprietari a fare cose che non si potevano fare. A luglio ci siamo ritrovati con tutti, c'erano dei budget con perdite previste e condivise, oltre che monitorate. I numeri sono gli stessi che avevamo previsto, né più, né meno", dice Dalla Salda.
Poi affronta la questione sponsor: "Anche lì non ho mai detto che arrivavo da Reggio Emilia con il title sponsor. Messa in giro anche questa voce, e mi prendo anche lì la responsabilità per tutti. Abbiamo lavorato tutti come pazzi per trovarlo, e non è mai arrivato. E parliamo di cifre che in questo comprensorio si trovano ogni 3km se bussi a una porta di un'azienda. Non so quanto la responsabilità sia mia o del CdA. Non siamo riusciti a trovare 500mila euro, che potevano essere anche 300mila. Zero. Abbiamo messo in pista agenzia, mediatori, percentuali se qualcuno fosse riuscito a portarlo. Non ho voce di gente che sia stata rimbalzata. Siamo andati avanti senza".
Dalla Salda ha rivelato di aver proposto a un certo punto della stagione di vendere alcuni pezzi pregiati: "Non ho visto una manina alzata. Eravamo primi in classifica, mi rendo conto che era complesso, ma avevamo offerte per almeno 2/3 giocatori. Ci permettevano di rientrare quasi a equilibrio perfetto. Il totale azienda ci permetteva di andare in equilibrio. Non ho visto una persona tra i Consorziati, il CdA, i tifosi, i giornalisti, che abbia detto "via, dobbiamo andare in equilibrio". Perché eravamo primi, potevamo andare in Serie A, abbiamo posticipato a oggi un problema che stiamo cercando ora di risolvere. Se vogliamo andare avanti abbiamo bisogno di quote, sponsorizzazione, e persone che credano in questo progetto".
I giocatori che vanno via, e Leka non resterà
"Non ci possiamo permettere di rincorrere nessuno, a costo di perdere una squadra che ha fatto innamorare tutti. Non possiamo partire dai giocatori, prima c'è la VL. Ci siamo rivisti e abbiamo deciso da come ripartire. Mi sono confrontato con il direttore sportivo, e decide lui. Ha comprato giocatori in questa stagione che non sapevo neanche chi fossero. Ha tutta la nostra fiducia e le deleghe per costruire la VL. Abbiamo già preso la prima decisione: purtroppo Spiro Leka non sarà rinnovato. Lo ringraziamo per questi quasi due anni insieme. La nostra idea è di voltare pagina. Questa squadra, per tutte le motivazioni dette, non si riesce a tenere. E cambiamo anche la guida tecnica. Il nostro direttore sportivo ha già mandato per cercare l'allenatore nuovo".
Dalla Salda ha spiegato che nonostante la presenza dei contratti, ci sono gli escape. Quindi "se Bucarelli vuole andare in Serie A, non possiamo farci niente". L'AD sottolinea come il mercato del basket non esista, avendo incassato 50mila euro per l'uscita di Maretto, 10mila per quella di Bertini, e con Virginio e Trucchetti che potrebbero lasciare per approdare in NCAA. Sotto contratto restano Tambone e Miniotas, con il lituano che ha però anche lui un'uscita a suo favore. "Tambone ha contratto blindato. Ad oggi non sono arrivate richieste di uscite, ma c'è un contratto. Miniotas ha un biennale con uscita unilaterale solo a suo favore entro fine mese. Fainke ha uscita bilaterale, Trucchetti ha un biennale senza uscite ma con la possibilità di andare in campionati non FIBA, come Virginio. Ripartiremo da qui. L'idea è di una squadra giovane, riproporre il format di quest'anno è il nostro obiettivo. Il livello di spesa andrà costruito piano piano. Il 16 giugno definiremo i livello di spesa. Ci piacerebbe almeno poter partire allo stesso livello di budget da destinare ai giocatori. Un budget di medio livello, che con belle idee e una bella struttura ci potrà fare ancora bene.
La decisione su Leka
"L'uscita di Leka è stata una scelta all'unanimità. Era fondamentale trovare un'unione societaria. Da un lato mi dispiace, ma abbiamo ritenuto anche con il direttore sportivo, che era corretto andare su un nuovo tecnico per un programma nuovo".