Gevi Napoli, annichilita Biella. E' la difesa la chiave della risalita

Largo successo (74-60) propiziato dall'ottima prova in fase di non possesso. Innesto di Janelidze chiave tattica importante
17.02.2020 12:03 di Salvatore Possumato   Vedi letture
Gevi Napoli, annichilita Biella. E' la difesa la chiave della risalita

La matematica non è opinione, si suol dire e i numeri parlano chiaro. La Gevi Napoli conquista contro Biella il quarto successo consecutivo e per la terza volta di fila lascia gli avversari sotto il 70 punti (come accaduto in sette occasioni sugli undici negli incontri fin qui disputati nel girone di ritorno). E’ evidente che la svolta che ha permesso a Napoli di entrare stabilmente in zona playoff e ambire addirittura a una delle prime quattro posizioni nella stagione regolare passa per la crescita d’intensità in fase difensiva. Un salto di qualità propiziato dagli sforzi sostenuti dalla società per rendere sempre più competitivo il roster, aggiungendo muscoli, centimetri ed esperienza con Antonio Iannuzzi prima e Giga Janelidze poi, senza dimenticare gli ingaggi di Martino Mastellari e Hugo Erkmaa che hanno dato maggiore consistenza e pericolosità al reparto esterni.

La Gevi di oggi sa di essere forte, ha la piena consapevolezza dei propri mezzi e il più delle volte riesce a impostare le gare seguendo pedissequamente le indicazioni fornite da coach Stefano Sacripanti in fase di preparazione. La squadra è in fiducia, sembra aver ormai trovato un suo equilibrio e i risultati positivi sono la necessaria conseguenza di un percorso di crescita che autorizza a pensare in grande.

Il primo quarto della gara con Biella è l’esempio lampante della predisposizione mentale con la quale Napoli scende sul parquet nelle ultime settimane. Area sigillata contro un avversario che dispone di giocatori letali nelle penetrazioni, attenzione nei cambi difensivi e un’aggressività che ha mandato letteralmente in bambola l’attacco dei piemontesi. Giordano Bortolani, che viaggia a oltre 15 punti di media, è stato letteralmente annullato dalla difesa partenopea (appena 5 punti di bottino personale) e Lorenzo Saccaggi ha costruito il suo score (25 punti) quando ormai i giochi erano pressoché chiusi. Il resto l’ha fatto un superlativo Diego Monaldi, 22 punti nel primo tempo, letale da qualsiasi posizione del campo.

Terrence Roderick, nonostante gli acciacchi fisici e qualche scelta azzardata in fase offensiva (6 palle perse), sta dimostrando di essere il giocatore sul quale Napoli puntava forte quest’estate per rivestire il ruolo di sorpresa del torneo. Reattivo sotto le plance, ha chiuso con una doppia doppia (16 punti e 10 rimbalzi, conditi da 3 assist), mostrandosi decisivo nei minuti finali, quando Biella ha provato (senza neanche troppa convinzione a onor del vero) a rientrare in gara scendendo sotto la doppia cifra di svantaggio.

L’innesto di un giocatore con le caratteristiche di Janelidze rappresenta, dal punto di vista tattico, un passaggio fondamentale per affrontare al meglio questo scorcio di stagionale regolare, con l’occhio puntato alle battaglie che (si spera) attenderanno Napoli nella postseason.

In primo lungo perché coach Sacripanti potrà contare sull’apporto di un atleta che, per utilizzare le parole pronunciate dallo stesso tecnico canturino in sala stampa dopo il successo con Biella, non ‘sporca’, uno che svolge con diligenza il compito assegnato, senza strafare e senza sbavature. Un giocatore di personalità, come dimostra la schiacciata con fallo al primo pallone toccato che ha fatto tremare le gradinate del Palabarbuto. Ma Janelidze, allungando la panchina nel settore lunghi, permette anche e soprattutto di offrire maggiore libertà a un giocatore di primaria importanza negli equilibri difensivi di Napoli quale Daniele Sandri. Costretto, per necessità fino ad ora, a marcare il quattro avversario, potrà ora essere sfruttato da Sacripanti per mettere pressione anche su giocatori perimetrali, dal playmaker all’ala forte, accoppiandosi difensivamente a chi, in un particolare frangente del match, risulta essere il più pericoloso.

La sfida di domenica con Agrigento, terza forza del girone Ovest di serie A2, sarà un ottimo banco di prova per verificare quanto le ambizioni della Gevi siano fondate.