Spurs, Wembanyama: “Sembra tutto irreale, ma ora inizia il lavoro vero”
La notte in cui gli Spurs hanno chiuso la serie contro Minnesota con un travolgente 139‑109 ha segnato molto più di una semplice qualificazione. Per Victor Wembanyama, quel successo che vale l’accesso alle finali della Western Conference ha avuto il sapore di un momento quasi sospeso, difficile da afferrare. «Le parole finali di conference sembrano quasi irreali» ha ammesso, spiegando che è qualcosa che ha sentito nominare per tutta la vita e che ora, all’improvviso, è diventato realtà . «È un po’ irreale, ma alla fine è solo basket. Sappiamo cosa dobbiamo fare» ha aggiunto, riportando tutto alla concretezza del campo.
Il percorso degli Spurs è stato costruito sulla continuità e sulla disciplina, due aspetti che Wembanyama ha ribadito più volte. Per lui, la chiave è stata la connessione difensiva del gruppo: «Sembra che tutti si divertano a eseguire il piano partita. Questa serie è stata probabilmente quella in cui mi sono divertito di più in difesa» ha raccontato, sottolineando come la squadra si muovesse “tutta sulla stessa corda”, con una sintonia che ha permesso a ciascuno di fidarsi dell’altro . «Potevo andare ad aiutare perché sapevo che il mio compagno avrebbe coperto il mio spazio» ha spiegato, definendo quella sensazione come «il massimo divertimento avuto in difesa».
La serie ha avuto anche un momento di frizione, con l’espulsione in gara 4. Un episodio che Wembanyama non ha nascosto di aver portato con sé nel finale della sfida: «Dovevo fare una dichiarazione tornando in campo. Sapevo cosa avrebbero provato a fare, sapevo quale narrativa ci sarebbe stata» ha detto, chiarendo però che non poteva permettersi di cadere nella provocazione. «Se avessi ceduto alla fisicità e alla sporcizia, li avrei aiutati» ha spiegato con lucidità . Da lì è arrivato il cambio di passo mentale: «Sapevo che non potevo superare di nuovo il limite, quindi dovevo batterli giocando a basket».
Guardando avanti, Wembanyama ha insistito su un concetto che va oltre tecnica ed esperienza: «Il cuore conta più di tutto. Più della fisicità, più della taglia, più dell’esperienza» ha detto, indicando la mentalità come vero motore degli Spurs in questa corsa playoff . E parlando della giovane età del gruppo, ha aggiunto una frase che sembra già un manifesto: «Se non sappiamo che è impossibile, lo faremo. Semplice così».
Anche in una gara 6 in cui Minnesota ha provato a limitarlo, tenendolo a 19 punti in 27 minuti, Wembanyama è rimasto il perno della struttura difensiva e del gioco in transizione degli Spurs. La squadra ha trovato equilibrio grazie ai 32 punti di Stephon Castle e ai 21 con 9 assist di De’Aaron Fox, mantenendo il controllo della partita dall’inizio alla fine.
Ora lo sguardo è già rivolto alla sfida contro Oklahoma City. «Cominceremo a preoccuparci dei Thunder… riguarderemo tutte le loro partite, faremo lo scouting e proveremo a eseguire in gara 1» ha detto Wembanyama, riportando ancora una volta tutto alla preparazione e alla disciplina, i due pilastri che hanno portato gli Spurs fin qui.
La corsa continua.