Playoff NBA | Pistons travolgono i Cavaliers: Cunningham e Reed consegnano a Detroit gara-7
Cade Cunningham si prende la scena nella notte di Cleveland e firma una prestazione da leader, guidando i Detroit Pistons a quell'unica soluzione possibile per portare la serie di secondo turno di playoff a gara 7. I suoi 21 punti illuminano una squadra che nel secondo tempo cambia marcia, allunga con decisione e chiude 115-94 che ammutolisce la Rocket Arena. Il margine finale racconta molto più di un semplice colpo esterno: con questo +21, Detroit eguaglia un primato playoff che resisteva da 66 anni, lo stesso scarto con cui gli St. Louis Hawks avevano espugnato Minneapolis in una storica Gara-6 del 1960. Dentro questa vittoria c’è la continuità di un gruppo che ha imparato a convivere con l’eliminazione sul collo, perché i Pistons avevano già rimontato da 1-3 contro Orlando, costruendo passo dopo passo un percorso di playoff fatto di risposte dure quando la stagione sembrava sul punto di spegnersi.
La serata di Cleveland si accende davvero dopo un primo tempo duro, ma giocato alla pari dalle due squadre (54-57). Detroit trova ritmo dall’arco e presenza fisica a rimbalzo offensivo, due chiavi che spezzano la sicurezza casalinga dei Cavaliers e cambiano il tono della partita. Cunningham colpisce con cinque triple, spalancando il campo per i compagni, mentre Jalen Duren impone il proprio corpo sotto i tabelloni con 15 punti e 11 rimbalzi, affiancato da Daniss Jenkins che aggiunge altri 15 punti in una rotazione che non abbassa mai l’intensità. La panchina di Detroit diventa un fattore determinante: Paul Reed firma 17 punti, Duncan Robinson rientra dopo il problema alla schiena e piazza quattro triple per 14 punti, contribuendo a un parziale complessivo di 48-19 dei secondi quintetti che scava un solco profondo tra le due squadre. Dall’altra parte James Harden prova a tenere in piedi Cleveland con 23 punti, Donovan Mitchell ed Evan Mobley ne mettono 18 a testa, ma i 20 palloni persi e i 13 rimbalzi offensivi concessi si trasformano in un fardello insostenibile, soprattutto quando il terzo quarto si chiude con la schiacciata mancata di Mobley e la corsa a tutto campo di Marcus Sasser per il layup del +14 sulla sirena, immagine perfetta di una Gara-7 che ora passerà dal rumore della Little Caesars Arena di Detroit.