Josh Harris: “Nessuno è più frustrato di me”. I Sixers ripartono dopo lo sweep dei Knicks

Josh Harris: “Nessuno è più frustrato di me”. I Sixers ripartono dopo lo sweep dei Knicks

La stagione dei Philadelphia 76ers si è chiusa nel modo più doloroso possibile: uno sweep per 4‑0 contro i Knicks. Davanti ai giornalisti, il managing partner Josh Harris non ha nascosto la delusione, parlando apertamente della frustrazione per un’altra uscita prematura dai playoff. Solo due giorni dopo aver licenziato Daryl Morey, Harris ha annunciato la scelta di affidare la guida delle operazioni cestistiche a Bob Myers, chiamato a individuare il nuovo leader quotidiano del front office.

Harris ha riconosciuto il lavoro svolto da Morey negli ultimi anni, ricordando i risultati ottenuti e la costruzione del nucleo formato da Tyrese Maxey e VJ Edgecombe, oltre al patrimonio di scelte accumulate: sette prime scelte e dodici seconde nei prossimi sette anni. Poi si è rivolto direttamente ai tifosi, ammettendo quanto sia deludente non essere mai riusciti a superare il secondo turno e ribadendo che la squadra “deve essere migliore” per una città che aspetta un titolo da decenni.

Myers, ex architetto dei Golden State Warriors e ora presidente di HBSE Sports, ha parlato con la stessa urgenza. Ha chiarito che accetta incarichi solo per puntare al titolo e che nessuno nello spogliatoio può ritenersi soddisfatto dopo essere stati spazzati via al secondo turno. Ha ricordato il percorso della squadra: 45‑37 in regular season, settimo posto a Est, la sorprendente vittoria in Gara 7 contro Boston, e poi il crollo contro New York. Per Myers, il salto da “buoni” a “grandi” richiede rischi, scelte difficili e la volontà di uscire dalla comfort zone, concetti che ha ribadito con forza al roster.

Il nuovo dirigente ha anche delineato il profilo del prossimo responsabile operativo: leadership, capacità di gestire le stelle, competenze contrattuali, visione draft, uso dei dati e supervisione medica sono tra i criteri principali. Sul futuro di Joel Embiid e Paul George, entrambi con contratti al massimo salariale, Myers ha preferito rimandare ogni decisione al nuovo assunto, pur garantendo una valutazione onesta e completa del roster in vista del draft, dove i Sixers possiedono la scelta numero 22. Harris ha infine chiuso ogni discussione sullla luxury tax, confermando che il front office ha piena libertà di entrarci se necessario. Il messaggio finale, condiviso da entrambi, è stato netto: l’epoca dei piccoli passi è finita. L’obiettivo non è più “fare i playoff”, ma vincere un campionato.

Redazione Pianetabasket.com
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