Wolves, Chris Finch dopo l’eliminazione: “Non abbiamo intenzione di sparire”

Wolves, Chris Finch dopo l’eliminazione: “Non abbiamo intenzione di sparire”

Per i Timberwolves l'ultima notte al Target Center è stata una resa senza appello. Travolti dagli Spurs in Gara 6, i Wolves si ritrovano fuori dai playoff con la sensazione di essere arrivati al limite del loro ciclo, mentre dall’altra parte Wembanyama e compagni sembrano solo all’inizio della loro ascesa. Chris Finch, però, non si nasconde e si assume la responsabilità delle scelte che hanno indirizzato la partita fin dai primi possessi. «Mi assumo la responsabilità dell’inizio della partita. Abbiamo modificato i matchup e provato alcune cose per rallentare il loro avvio. Ma questo ha permesso a Castle di accendersi subito. Non era chiaramente il piano, anche se sapevamo che gli avremmo lasciato qualche tiro aperto. È colpa mia» riconosce il coach dei Wolves.

Finch spiega che l’idea di mettere Julius Randle su Wembanyama non era sbagliata in sé, e infatti «da quel punto di vista ha funzionato abbastanza bene. Non ha avuto davvero impatto all’inizio. Era solito partire molto forte nelle partite, quindi volevamo impedirglielo». Ma la scelta ha avuto un prezzo: «Sapevamo anche che facendo così avremmo concesso altre cose. E in tutto questo abbiamo perso un po’ della nostra aggressività. Avremmo dovuto cominciare con uno stato d’animo più aggressivo» aggiunge con rammarico.

Il coach non cerca scuse e riconosce la superiorità degli Spurs, così come i limiti emersi nella sua squadra quando il livello si è alzato. «A questo livello, tutte le tue debolezze vengono esposte. Alcune sono correggibili, altre più fatali. Bisogna semplicemente essere migliori nell’esecuzione del piano partita» sottolinea, ricordando che nei playoff ogni errore pesa doppio. «Durante la stagione penso che eseguiamo piuttosto bene. Ma a questo punto, ogni errore si paga caro. A volte paghi solo perché dall’altra parte c’è un grande giocatore o un mismatch fisico. Non puoi avere entrambi i problemi allo stesso tempo» continua Finch, fotografando con lucidità il divario visto nella serie.

E mentre gli Spurs costruiscono il loro futuro attorno a giovani scelti ai vertici del Draft, Minnesota deve interrogarsi sul proprio percorso. Finch, però, non vuole parlare di fine definitiva: «Crediamo nei nostri giovani. Ma c’è un’evoluzione e uno sviluppo necessari» afferma, ricordando che il nucleo attorno a Edwards, McDaniels e Reid ha ancora margini di crescita. E chiude con una promessa che suona come un impegno per il futuro: «Non abbiamo intenzione di sparire, ma sappiamo che dobbiamo continuare a costruire». Minnesota esce così dai playoff con la consapevolezza di dover ripartire, ma anche con la certezza che il proprio futuro non è ancora scritto. Finch lo sa bene: la strada è lunga, e i Wolves non hanno alcuna intenzione di lasciare la scena.

Redazione Pianetabasket.com
autore
Redazione Pianetabasket.com
La redazione di PianetaBasket.com è composta da giornalisti e collaboratori specializzati. Il portale è un punto di riferimento in Italia per notizie in tempo reale su NBA, EuroLeague, Serie A, mercato, risultati e analisi.