Atkinson dopo il crollo in Gara‑6: “È semplice: loro sono stati più aggressivi. Ora pensiamo a Gara‑7”

Atkinson dopo il crollo in Gara‑6: “È semplice: loro sono stati più aggressivi. Ora pensiamo a Gara‑7”
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Kenny Atkinson non ha cercato scuse dopo il pesante 115‑94 subito dai Cavaliers in Gara‑6 contro i Pistons. Il coach ha riconosciuto fin da subito che Detroit ha imposto fisicità, ritmo e controllo dei possessi, elementi che hanno ribaltato la serie e portato tutto alla decisiva Gara‑7 di domenica a Detroit . «A volte è davvero così semplice» ha spiegato Atkinson, aggiungendo che «è difficile battere una squadra quattro volte di fila in NBA. Sono usciti forte. Bisogna dar loro credito. Noi non siamo stati lucidi, loro sì».

Il secondo tempo ha segnato la partita: Cunningham, Duren e una panchina dominante hanno scavato il solco, con un 48‑19 che ha messo Cleveland alle corde . Detroit ha trasformato 13 rimbalzi offensivi in 20 punti e ha capitalizzato 20 palle perse dei Cavaliers per altri 28 punti, un divario che Atkinson ha definito decisivo: «Sappiamo quanto sia importante la battaglia dei possessi. Alla fine vuoi tirare più dell’altra squadra, ma se perdi palloni e non prendi rimbalzi, concedi troppe opportunità» .

Cleveland arrivava alla partita con la chance di chiudere la serie dopo tre vittorie consecutive, ma Detroit ha firmato una delle vittorie esterne più ampie di sempre in una Gara‑6 per una squadra sotto 3‑2 nella serie. Nonostante la sconfitta, Atkinson ha assicurato che nello spogliatoio non c’è panico: «Abbiamo un gruppo umile. Nessuna arroganza. Ho già visto questo film: è dura, ed è giusto che sia dura». 

L’attacco dei Cavaliers ha faticato contro la pressione fisica dei Pistons. Mitchell ha chiuso con 18 punti tirando 6/20, Harden con 23 ma anche otto palle perse . Atkinson ha elogiato la difesa di Ausar Thompson su Mitchell, spiegando che «a metà campo è tutto trattenere, afferrare, ostacolare. Dobbiamo portarlo più in campo aperto, dove non possono mettergli le mani addosso» . Il coach ha ammesso anche che la squadra non si è adattata abbastanza rapidamente al metro arbitrale: «Alla fine è responsabilità nostra. Questa è la maniera in cui la partita viene fischiata. Dobbiamo adeguarci».

Detroit ha vinto la battaglia fisica sotto canestro: Duren ha chiuso con 15 punti e 11 rimbalzi, Paul Reed con 17 e 6 dalla panchina. «Hanno vinto la battaglia della forza. Sono stati più decisi nelle penetrazioni, nei rimbalzi. Avevano il vantaggio dell’aggressività» ha riconosciuto Atkinson. 

Nonostante tutto, il coach ha ribadito che la serie è ancora aperta: «Quando suona la sirena, devi solo voltare pagina. Ho sentito la parola “opportunità” nello spogliatoio. Abbiamo ancora una grande opportunità» . E guardando a Gara‑7, ha aggiunto: «Dobbiamo ovviamente giocare meglio. Ma le Gare‑7 sono un testa o croce, soprattutto tra due squadre così equilibrate». Detroit e Cleveland si giocheranno tutto in una notte. Atkinson lo sa: per restare vivi servirà una versione dei Cavaliers molto diversa da quella vista in Gara‑6.

Redazione Pianetabasket.com
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