I Suns avanzano e non lasciano scampo ai Grizzlies

I Suns avanzano e non lasciano scampo ai Grizzlies
© foto di nba.com

Dopo il successo di corta misura contro gli Spurs, i Grizzlies tornano sul parquet di casa per il secondo atto di una serie di quattro gare consecutive a Memphis, ma l’aria è subito diversa. Senza Ja Morant, tocca a Jaren Jackson Jr. aprire le danze con il primo canestro della serata, ma dall’altra parte Dillon Brooks si presenta come l’ex scomodo per eccellenza: firma 9 dei primi 17 punti dei Suns, mette subito pressione alla difesa e costringe Memphis a inseguire (17-13). “JJJ” prova a tenere in piedi l’attacco con 11 punti nel primo quarto, ma il problema è collettivo: i Grizzlies non trovano ritmo dall’arco (solo 2/9 da tre) e dopo dodici minuti sono già sotto 30-23, con la sensazione di dover fare molta più fatica per restare agganciati a una Phoenix che sembra più pulita nelle letture e nelle esecuzioni. Il secondo periodo conferma il trend: Jordan Goodwin entra sfoggiando un mix di aggressività e opportunismo, prima con una tripla, poi attaccando il ferro, seguendo il proprio errore e convertendo il rimbalzo offensivo nel +11 Suns (43-32). È il segnale che Memphis non sta solo sbagliando tiri, ma sta anche perdendo troppi palloni per sperare di restare davvero in partita.

La prima metà di gara si chiude con un doppio conto aperto per i Grizzlies: oltre alla mira ballerina da tre punti, c’è il tema pesantissimo delle palle perse. Gli uomini di Tuomas Iisalo buttano via 9 possessi in 24 minuti, trasformati in 15 punti diretti per Phoenix, un lusso che una squadra già priva del suo creatore principale non può permettersi. A chiudere il primo tempo ci pensa Devin Booker, che si alza dalla media distanza sul buzzer e firma il 65-47 che accompagna le squadre negli spogliatoi. La ripresa si apre con un copione che sembra voler dare una chance a Memphis: un altro errore dall’arco dei Grizzlies, ma anche una serie di tiri sbagliati dai tre punti da parte di Phoenix. Mark Williams prova a scuotere gli ospiti con una schiacciata, ma è proprio la sequenza di errori Suns a permettere ai padroni di casa di piazzare un 10-2 che li riporta sotto la soglia dei 15 punti di distacco. Il pubblico si scalda, l’idea di una rimonta prende forma e Jordan Ott è costretto a fermare tutto con un timeout che, col senno di poi, si rivelerà il momento chiave della serata.

Dal minuto di sospensione in poi, infatti, Phoenix rimette il pilota automatico e non si volta più indietro. Subito dopo il timeout, Dillon Brooks e Royce O’Neale infilano due triple che ricacciano indietro Memphis e spengono sul nascere il fuoco del parziale. Da lì, i Suns costruiscono il break che chiude virtualmente la partita: un 11-3 in cui Mark Williams completa un gioco da tre punti e Grayson Allen entra definitivamente in ritmo, prima con una tripla che vale il +24 (88-64), poi con uno stepback letale che cancella Cam Spencer e aggiunge un altro bersaglio pesante dall’arco. Alla fine del terzo quarto il tabellone dice 91-68, margine che racconta di una gara ormai in controllo totale per gli ospiti.
L’ultimo periodo scorre senza sorprese: Memphis non trova la forza per rientrare davvero, Phoenix gestisce, allunga fino al 117-98 finale e costringe i Grizzlies alla quinta sconfitta nelle ultime sei uscite.