A Shai Gilgeous-Alexander la regola delle 65 partite per i premi sta bene
Shai Gilgeous‑Alexander ha commentato la regola delle 65 partite minime per essere eleggibili ai premi NBA dopo la vittoria dei Thunder per 127‑121 ai supplementari contro Denver, partita in cui ha chiuso con 36 punti, 3 rimbalzi, 9 assist, 2 recuperi e 2 stoppate in 34 minuti.
Il leader di Oklahoma City ha spiegato che, per quanto lo riguarda, la salute viene prima di tutto e che non forzerebbe mai un rientro solo per soddisfare un requisito legato ai premi individuali. «La salute è la priorità assoluta. Se non fossi stato in grado di giocare stasera, non mi sarei forzato. E lo stesso vale per le prossime sei partite: non rischierei solo per rispettare la regola. La mia salute viene prima dei premi.»
Pur mettendo al primo posto il benessere fisico, SGA non ha criticato la norma: «La regola non mi disturba. Storicamente, chi ha vinto i premi ha sempre giocato la maggior parte della stagione. Che ci sia una soglia precisa o meno, devi comunque disputare la maggior parte delle partite. Di solito si parla di circa il 65% o 65 gare su 82. Mi sembra ragionevole. Non ci vedo nulla di sbagliato.»
Un commento equilibrato: Gilgeous‑Alexander riconosce quindi la logica della regola, ma ribadisce che nessun premio vale il rischio di compromettere la propria salute. Una posizione che riflette la sua mentalità: competitiva, ma sempre lucida e orientata al lungo periodo.