Mercato

Varese, il punto a fine stagione: l'Europa, il 6+6, la situazione Librizzi

14.05.2026 17:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Varese, il punto a fine stagione: l'Europa, il 6+6, la situazione Librizzi
© foto di Arioli/Ciamillo

Conferenza stampa di fine stagione in casa Varese. Hanno parlato Ioannis Kastritis, Maks Horowitz e Zach Sogolow. I temi principali riguardano il futuro: nella prossima stagione i biancorossi adotteranno la formula del 6+6, con l'intenzione di giocare una Coppa, la FIBA Europe Cup. «Siamo orgogliosi, non è finita come volevamo, ma abbiamo fatto un passo avanti.  Se andiamo indietro all'inizio, non abbiamo iniziato come volevamo, ma abbiamo ritrovato il sentiero grazie ad alcuni passi giusti. Ci sono stati dei momenti importanti nei quali avremmo potuto fare ancora meglio, ma non ci siamo riusciti. Tutto questo non è abbastanza: vogliamo di più per tutti i tifosi, per questa città. Sappiamo che è un processo: ogni anno un piccolo passo avanti», dice Ioannis Kastritis, come riporta VareseNoiI temi trattati dai due GM:

Le scelte sul mercato
«Tutte le squadre fanno delle scommesse rispetto al livello in cui sono e al budget. Abbiamo fatto scelte che sono state delle scommesse, è vero. La stazza della squadra non è stata una scommessa, ma una scelta fatta con il coach per il modo in cui volevamo giocare. Però non è che non vogliamo cambiare, ne abbiamo già parlato: ci vuole supporto a rimbalzo, ma dobbiamo anche continuare a difendere come il coach vuole. Quindi se uno può prendere i rimbalzi, ma non difendere anche sul perimetro, non va bene: ci vuole equilibrio. Dobbiamo avere fiducia nel suo sistema: sarà l'allenatore a dettare le sue priorità. Il dato dei rimbalzi è abbastanza chiaro, quindi è chiaro che dobbiamo migliorare, pur continuando a difendere bene. Anche sul lato offensivo dobbiamo migliorare: è mancato un play. Il processo di costruzione della squadra è già iniziato da un mese: Ioannis ha una mentalità aperta e sa che dobbiamo migliorare».

Scommessa persa su Freeman
«Non credo nel dividere la squadra tra italiani e stranieri. Per me esiste un unico gruppo. La squadra è un organismo vivente che giorno dopo giorno si adatta, cresce, migliora o peggiora. È così che dobbiamo guardare le cose. Per questo non mi piace quando si punta il dito contro un singolo giocatore. Noi abbiamo avuto ottimi professionisti, anche chi magari ha giocato meno o è stato criticato. Freeman, ad esempio, ha avuto problemi fisici e fino a quando non è stato al 100% abbiamo cercato di gestirlo nel modo migliore possibile. Ma durante tutta la stagione è stato esemplare dal punto di vista professionale, ha aiutato tantissimo i compagni e ha lavorato duramente in allenamento. Noi non guardiamo solo la partita della domenica: guardiamo il lavoro quotidiano, l’impegno, la crescita del gruppo. È facile focalizzarsi su un singolo dettaglio o su un errore difensivo, ma i risultati arrivano sempre dal lavoro continuo. Per questo non mi piace quando si punta il dito contro un singolo giocatore. Noi abbiamo avuto ottimi professionisti, anche chi magari ha giocato meno o è stato criticato. Freeman, ad esempio, ha avuto problemi fisici e fino a quando non è stato al 100% abbiamo cercato di gestirlo nel modo migliore possibile. Ma durante tutta la stagione è stato esemplare dal punto di vista professionale, ha aiutato tantissimo i compagni e ha lavorato duramente in allenamento. Noi non guardiamo solo la partita della domenica: guardiamo il lavoro quotidiano, l’impegno, la crescita del gruppo. È facile focalizzarsi su un singolo dettaglio o su un errore difensivo, ma i risultati arrivano sempre dal lavoro continuo».

Il 6+6 per la prossima stagione
«Vogliamo iniziare 6+6 da subito, perché è quasi sicuro che giocheremo una coppa europea. Il 7+5? Probabilmente si farà fra un anno: se succederà per tutte le squadre italiane diventerà meno difficile, perché si lavorerà su un mercato di 10 mila giocatori e non su uno di 100 come quello degli italiani». 

Renfro unico giocatore sotto contratto (con opzione di uscita per il club)
«Prenderemo la decisione in tempo se tenerlo o meno, non diciamo nulla prima. Abbiamo già parlato con lui, siamo contenti di ciò che ha fatto, vogliamo che metta sempre in campo la stessa aggressività senza preoccuparsi dei falli che sono stati un grande problema: dobbiamo aiutarlo costruendo un determinato roster intorno a lui. Vediamo come ci muoveremo».

Attesa per la decisione di Librizzi
«Librizzi sa che non possiamo aspettare per tanto la sua decisione: bisogna decidere se andare avanti con lui o senza. Alviti: abbiamo parlato con tutti i giocatori e anche con lui e siamo positivi nei suoi confronti. Ha tanto talento, ha giocato bene e ci sono dei passi avanti che vogliamo fare insieme. Lui ha anche altre situazioni da valutare, ma rimaniamo in contatto dopo aver parlato un mese con il suo agente. C'è consapevolezza in quello che lui possiamo offrire a lui e lui offrire a noi. Altri nomi di italiani non possiamo farne, ma stiamo lavorando, abbiamo già una lista di giocatori a tre fasce e inizieremo a fare offerte. Dovremo almeno prendere 4 italiani. Ladurner? Ci piace, ci penseremo».

Futuro in Europa
«Non sappiamo ancora. O meglio: la Fiba Europe Cup è sicuro, per il resto dipende dalle decisione della FIBA, della FIP e dei cambiamenti del basket europeo: c'è anche la possibilità che saremo la squadra italiana che farà il qualifying round di BCL. Partecipare a una competizione europea per noi sarà importante e sarà importante farla seriamente, perché per noi è fondamentale crescere in Europa. Vogliamo dimostrare al mondo del basket che a Varese importa giocare in Europa, quindi non la faremo farla per farla. Quando si saprà? Più o meno a metà giugno».

Iacopo  De Santis
autore
Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.