Veronica Bartoli: «Questo è un playoff dal sapore diverso dai playoff degli anni passati»
A poche ore dall'avvio dei quarti di finale contro Milano, la presidente della Pallacanestro Reggiana Veronica Bartoli traccia il bilancio alla Gazzetta di Reggio di un'annata partita malissimo ma culminata nel miglior girone di ritorno della storia societaria. Ripercorrendo la risalita, la massima dirigente biancorossa spiega: «Oggi, a guardare dove siamo arrivati pensando a dove eravamo mesi fa, diciamo che io penso che il sesto posto e l'entrata in playoff fossero un risultato perseguibile. Magari non immaginabile, ma perseguibile perché le condizioni c'erano tutte. E la squadra era buona e il coach lo conosciamo». Per superare l'avvio complesso, aggiunge Bartoli: «C'erano due cose molto importanti da fare. Una era mantenere il gruppo, un gruppo che non si è mai disunito durante gli allenamenti, ha sempre lavorato sodo, ha sempre seguito le indicazioni sia del coach sia dello staff. La seconda era trovare fiducia, perché siamo arrivati a perdere di un soffio tante partite, ed era normale che la fiducia nei giocatori venisse meno. Perché vincere aiuta a vincere».
La chiave della svolta è stata soprattutto mentale e ambientale. La presidente ricorda come «i giocatori erano sempre gli stessi, sapevano giocare a basket l'anno scorso come sanno giocare a basket oggi, e bisognava smantellare quell'idea che si stava creando del "è colpa di questo, è colpa della sfortuna"». Un alibi respinto con fermezza: «è una mentalità che a me non piace perché quando pensi a dare la colpa agli altri, per quanto mi riguarda, hai una mentalità perdente. Tu devi fare il tuo lavoro e vedrai che il lavoro paga. Abbiamo avuto pazienza, siamo rimasti uniti, siamo rimasti compatti e alla fine la stagione ha girato». È per questa resistenza collettiva che sottolinea con orgoglio: «Questo è un playoff dal sapore diverso dai playoff degli anni passati. Perché è un play-off che è arrivato col lavoro e il e il sostegno di tutti. E quando dico tutti, non dico solo le persone che lavorano all'interno della Pallacanestro Reggiana, ma tutto l'ambiente è stato compatto e ha sostenuto i giocatori e questo penso che sia stato molto importante per i giocatori stessi, ma anche per la società che non si è sentita sola». Un calore avvertito anche nel quotidiano: «Andando anche in giro per le strade c'era più di una persona che veniva da me e diceva: dai, teniamo botta e continuiamo, vedrai che gira. Insomma, è stato importante».
Figura centrale di questa rinascita è stata coach Dimitris Priftis, difeso pubblicamente nel momento peggiore dell'autunno 2025. «Quando ho fatto la conferenza per difendere Dimitris, è un è stata una reazione molto istintiva e l'ho fatto sia col cuore che con la pancia, sentivo che era la cosa giusta da fare sia per il club e pure per Dimitris stesso, e ho avuto ragione. Dare continuità e confermare Dimitris per i prossimi anni è stato semplice, mi è venuta ancora più naturale. Perché? Perché noi a Reggio cerchiamo, quando possiamo, di dare continuità al lavoro fatto». Ora, parlando dell'imminente sfida contro la rivale per eccellenza, la presidente dichiara: «Personalmente la vivo come bisogna vivere tutte le partite, quindi partiamo da zero a zero e ogni partita va giocata. Milano è stato costruito per vincere il campionato, quindi con altri obiettivi».