«Oscar ha fatto conoscere Caserta in Italia e in Europa»
Caserta si è fermata per salutare il suo Re. Ieri sera, alle 18, il Duomo cittadino si è riempito di tifosi, appassionati di basket e semplici cittadini per la Santa Messa in suffragio di Oscar Schmidt, indimenticabile brasiliano. L'addio al leggendario cestista ha unito diverse generazioni, accomunate dal dolore per un vuoto incolmabile. Alla cerimonia era presente al completo l'attuale Juvecaserta, guidata dal presidente Francesco Farinaro, insieme a figure storiche come Gianfranco Maggiò, figlio del Cavaliere Giovanni che portò il talento all'ombra della Reggia nel 1982, e l'ex compagno Sergio Mastroianni.
Durante l'omelia, don Stefano Giaquinto, padre spirituale della squadra, ha toccato il cuore dei presenti ricordando la figura del «Mao Santa», vero ambasciatore del territorio. «Oscar ha fatto conoscere Caserta in Italia e in Europa più della stessa Reggia. Rappresentava un esempio di sportivo e una persona da ammirare per la sua straordinaria umanità e per la dedizione assoluta dimostrata verso tutti i compagni di squadra», ha dichiarato il sacerdote tramutando in voce il sentimento di un intero popolo. Parole che hanno catturato l'essenza di un legame indissolubile tra il giocatore e la città.
Il tributo a Oscar non si è limitato alla funzione religiosa: dai cancelli della Reggia fino al minuto di silenzio rispettato domenica al Palasport prima della sfida di Serie B, tutto il pubblico ha voluto onorare colui che chiamavano semplicemente «'O Rey». Durante i suoi otto anni a Caserta, Schmidt è diventato il miglior realizzatore assoluto del campionato italiano, superato in seguito solo da Antonello Riva, il quale però ha disputato quasi il doppio delle partite. Il ricordo della sua ultima visita a febbraio del 2023, per la presentazione della docuserie «Scugnizzi per sempre», rimane vivo: un'eredità di lavoro e passione che continuerà a ispirare i giovani sui campi da basket della provincia.