LBA - Riccardo Visconti, il torinese a Torino protagonista della Coppa Italia

LBA - Riccardo Visconti, il torinese a Torino protagonista della Coppa Italia
© foto di SAVINO PAOLELLA

Riccardo Visconti, un torinese a Torino per le Final Eight di Coppa Italia con la maglia della Carpegna Prosciutto Pesaro, racconta al Corriere edizione locale le emozioni di quando ha vissuto l’evento da ragazzino.

Raccattapalle 1. “Quando ero bambino, su quel campo mi è capitato più volte di fare il raccattapalle per le manifestazioni importanti che ha ospitato. Mi ricordo le edizioni di Uleb cup, di Eurocup e, in particolare, le due fasi finali di Coppa Italia. In una, ai tempi dell’Under 13 con il San Mauro, c’era in campo anche Carlos Delfino, mio compagno di oggi. Nello spogliatoio, ci scherziamo spesso. Mi dice che lui giocava ad alto livello quando io guardavo i cartoni animati.”

Adesso protagonista di Coppa a Torino. “Per noi, è già una soddisfazione essere nel tabellone. Affronteremo Varese, la vera sorpresa del campionato. Pensare al dopo è prematuro. Stiamo facendo un’ottima stagione, è una bugia dire che non ci ho pensato alla Final Eight, ma per il momento è meglio volare basso.”

Raccattapalle 2. “In quel periodo del 2011 avevo fatto diversi provini con società importanti. Anche con la Montepaschi Siena, che vinse quell’edizione torinese. Il direttore generale Ferdinando Minucci mi prese come portafortuna. Ho scolpito nella memoria l’immagine di Stonerook che festeggia. Per un bambino, anche se dovevo pulire per terra, era un sogno osservare quei campioni da così vicino.”

L’emozione più forte. “Vuole uno scoop? Quell’anno Pesaro venne eliminata nei quarti o in semifinale. Ne approfittai, perché già allora ero furbetto, per fregarmi il pass di James White. Lo misi al collo per esplorare liberamente gli spogliatoi e il retro del palazzetto. Andò tutto bene, finché incontrai Gianmarco Pozzecco, allora non era ancora allenatore. Incrociammo gli sguardi e lui si insospettì. E, dopo avermi aperto la giacca, leggendo l’accredito, mi disse: “Cazzo James, ti ricordavo diverso”. Ne abbiamo parlato quando abbiamo giocato contro nella stagione scorsa. Ci siamo messi a ridere.”