Erick Green: «Stiamo migliorando, ma dobbiamo restare concentrati: la strada è ancora lunga»
L'Acqua S.Bernardo Cantù si avvicina a grandi passi al derby contro l'Olimpia Milano affidandosi all'energia di Erick Green, uno dei protagonisti assoluti della stagione biancoblù. La squadra arriva a questo appuntamento rinfrancata dalla recente pausa e dalla convincente vittoria contro Trento. Riguardo alla sosta, la guardia ha spiegato l'importanza del riposo: «È stata utile: abbiamo avuto, per qualche giorno, la possibilità di fermarci un attimo, recuperare fisicamente e rilassarci dal punto di vista mentale. Io ne ho approfittato per tornare a casa e passare del tempo in famiglia». Il successo precedente ha permesso al gruppo di rimettersi in palestra con la giusta spinta: «L'aver vinto contro Trento ha aiutato a viverla nel modo giusto e con più tranquillità, dandoci l'opportunità di recuperare con più serenità e di rimetterci poi al lavoro per preparare al meglio la partita contro Milano, con energia. Sappiamo che è importante, così come lo saranno tutte le prossime». Sulla prestazione contro l'Aquila, Green aggiunge con grande fiducia: «Forse è stata la miglior partita dell'anno per noi, abbiamo tenuto la partita in mano e vinto con margine. È stata la prova che se ascoltiamo il coach e giochiamo di squadra possiamo raggiungere il nostro obiettivo».
L'attenzione in casa Cantù è ora tutta rivolta al derby lombardo contro una squadra abituata ai prestigiosi palcoscenici dell'Eurolega. Rispetto alla gara di andata, che coincise proprio con il suo debutto in squadra, Green si sente un giocatore profondamente cambiato: «Molto. Sono sicuramente in una forma fisica migliore, anche perché quando sono arrivato non giocavo una partita da più di un mese. Ovviamente la chimica da allora è migliorata molto e mi sento parte del gruppo a pieno». Per provare a fare il colpaccio, la squadra dovrà rasentare la perfezione: «Sono una squadra fortissima e sappiamo che ci servirà una partita di altissimo livello per giocarcela, dovremo prestare massima attenzione a ogni dettaglio. Sarà una battaglia e dovremo combatterla giocando con fisicità ed energia. Non potremo abbassare l'intensità dal primo all'ultimo secondo». Tra le armi a disposizione di Cantù ci sarà sicuramente il letale tiro dalla media distanza del suo fuoriclasse, costruito nel tempo con grande dedizione: «È il mio tiro fin da piccolo. Mio padre me l'ha insegnato e fin da bambino l'ho allenato molto. Oggi il basket è cambiato ed è un tiro meno comune, ma è un tiro bellissimo, che se riesci a sviluppare diventa molto difficile da contrastare. Infatti mi ha aiutato molto nella mia carriera, perché ti apre diverse soluzioni tattiche in campo. Ne vado orgoglioso».
Un aspetto fondamentale dell'attuale percorso di crescita di Cantù è legato al lavoro quotidiano in palestra con coach De Raffaele. Il rapporto tra il giocatore e il tecnico è fin da subito eccellente: «Mi trovo molto bene. È un coach molto preparato, che ha vinto tanto e allenato giocatori di livello: si percepisce. È molto attento ai dettagli, ci fa lavorare duro su tutti gli aspetti. Da quando è qui stiamo cercando di costruire delle abitudini vincenti: dall'inizio dell'allenamento alla fine si va al massimo perché, anche se siamo stanchi, dobbiamo dare tutto. Abbiamo perso diverse partite negli ultimi minuti e sono questi dettagli ad esserci costati caro. Amo l'energia che mette in ogni allenamento, io amo la competizione e lui la tiene sempre alta. Ci ascolta molto, c'è un confronto costruttivo continuo, per cui mi trovo benissimo». Alla luce di questo intenso lavoro, Green analizza così le prospettive e il potenziale futuro della squadra: «Sì, sicuramente stiamo migliorando, ma dobbiamo restare concentrati: la strada è ancora lunga per arrivare dove dobbiamo e vogliamo».