Cantù e quei palloni persi che alla fine fanno perdere (come con Trento)

12.04.2021 12:48 di Paolo Corio Twitter:    Vedi letture
Cantù e quei palloni persi che alla fine fanno perdere (come con Trento)

Non è quel pallone che sbatte contro il ferro sull’ultimo tiro di Gaines ad allontanare l'Acqua San Bernardo Cantù dalla salvezza di altri 4 cm, quanti sono ora i punti di distacco dal gruppone che precede la squadra del rientrante coach Bucchi (di spalle nella foto). E non è nemmeno quello oggetto del ricorso sul tiro di Leunen dato da due punti anziché da tre, anche perché il giudice sportivo ha solo potuto ratificare il 75-76 a favore della Dolomiti Energia Trentino sulla base dell'art. 94 comma 4° del regolamento, che reputa inammissibili le istanze "fondate su presunti errori tecnici
degli arbitri... ad eccezione del caso di erronea attribuzione del punto ad una squadra invece che all’altra".

A pesare davvero, nel combattuto e convulso finale, è quel pallone lasciato ballonzolare nel colorato dalla difesa brianzola dopo gli errori consecutivi di Browne e Martin: un pallone da afferrare con la stessa foga di un marinaio caduto in acqua che vede il salvagente galleggiare lì a fianco e che invece viene lasciato scivolare nelle manone di Williams per l’ennesimo rimbalzo offensivo (14 quelli complessivi di Trento, 7 quelli del centro americano) subito trasformato nel canestro di una preziosissima vittoria per l'Aquila.

Ma quel pallone, scorrendo il foglio delle statistiche e ripercorrendo il film della partita, non è nemmeno l’unico macigno che ora rischia di far affondare le speranze di salvezza di Cantù. Ce ne sono anche 19 persi con diabolica costanza un quarto dopo l’altro: 10 registrati come recuperi avversari (contro gli appena 3 brianzoli…), 9 invece da considerare palloni letteralmente gettati in tribuna, ovvero nel bidone della spazzatura. Troppi se ti stai giocando il tutto per tutto, anche al netto della tensione che inevitabilmente accompagna certe sfide. Come troppo è stato lo spazio lasciato sotto canestro dalla coppia Bayehe-Radic, capace di reggere solo per metà gara all’impatto fisico di Williams, in arrivo al PalaDesio con il bigliettino da visita dei 33 punti messi a segno nel clamoroso successo su Venezia del turno precedente: tenuto a 6 nella prima parte, il centro della Dolomiti Energia ha fatto il vuoto dopo l’intervallo, mettendo a referto 28 punti (con 12/22 dal campo, incluso il canestro decisivo, e 4/4 ai liberi), 14 rimbalzi (7 + 7) e 2 assist.    

Troppo poco è stato invece quello che nell’Acqua San Bernardo i compagni hanno saputo aggiungere offensivamente alle prove di Smith (23 punti, 5 assist), Gaines (21, anche se con 7/18 al tiro) e di un ritrovato Thomas (11, più 7 rimbalzi). In tabellino ci sono sì gli 8 punti (con 6 rimbalzi) di Radic, ma con un insufficiente 4/10 tra ganci e semi-ganci; meglio allora i 7 punti (con 3/4) di Bayehe, lasciato peraltro a sedere in panchina per tutta l’ultima frazione così come un Procida con 9 rimbalzi, ma offensivamente a secco alla pari di Pecchia. Per il resto, una manciata di punticini da Jazz Johnson, la cui voglia di fare lo porta ancora una volta anche a disfare, e da un Leunen la cui esperienza continua a pagare dazio all’energia richiesta da più atletici avversari. Energia, appunto: quella che Trento ha dimostrato di non avere solo scritto sulla maglia e che Cantù dovrà saper estrarre già mercoledì sera sul parquet di Brescia. Cancellando dalla memoria quell’ultimo, beffardo e ballonzolante pallone, ma cercando anche di gettarne un bel po’ di meno nel cestino anziché nel cesto. (Paolo Corio)