Saliou Niang: «È bello tornare a giocare con la Nazionale. Sento che sto crescendo sempre di più»
«Niang è da sogno. Azzurri in testa: «Si cresce insieme» titola La Gazzetta dello Sport dopo la vittoria dell'Italbasket contro la Gran Bretagna. "Una furia si abbatte sul basket delle nazionali: la buona notizia è che ee l'ha l'Italia e si chiama Saliou Niang. La 21enne ala della Virtus scelta da Cleveland si prende la copertina del terzo successo di fila dell'Italia nel girone di qualificazioni mondiali, con cui gli azzurri prendono la testa solitaria e aspettano a luglio l'ultimo passo che vale l'accesso alla seconda fase", scrive la rosea. Poi le parole di Saliou Niang, autore di 23 punti (10/12 dal campo), 7 rimbalzi: «Sto ancora tremando dall'emozione», dice Saliou, celebrato dai 7900 di Livorno, dove l'Italia ritrova il successo in patria dopo aver perso le ultime tre partite ufficiali, col coro "mvp mvp": «È bello tornare a giocare con la Nazionale. Sento che sto crescendo sempre di più, sto lavorando nel modo giusto e devo solo continuare a farlo duramente. La strada è lunga ma sono contento di come sta andando».
«È una vittoria anche più importante di quella di Newcastle, aver battuto questa versione migliore della Gran Bretagna, arrivata qui come un animale ferito, mi rende ancora più soddisfatto», è l'analisi del et Luca Banchi, che la sua vita da giramondo delle panchine l'aveva iniziata qui a Livorno, dove in 13 anni ha vinto tre scudetti giovanili col Don Bosco di Faraoni, diventando poi un allenatore senior. Oggi ragiona da guida tecnica del basket italiano: «È stato fondamentale combinare il forte desiderio di partecipazione degli atleti alla disponibilità delle società: dal gesto dell'Olimpia di dare tre giocatori lunedì, all'arrivo dopo la coppa di quelli della Virtus. Grandissima disponibilità dei ragazzi, orgoglioso di vederli tutti così protagonisti». Dopo una vittoria, anzi tre, si può ragionare ancora meglio senza retropensieri sulle difficoltà di dare forma a un progetto. «Lavorare in queste condizioni dal punto di vista metodologico è frustrante spiega Banchi -: in due finestre ho fatto 7 allenamenti e 4 partite, con cambi radicali di un organico che ho voluto molto inclusivo, ma sono contento che in così poco tempo siamo riusciti a creare questo livello di coesione. Rispetto alla prima finestra, questa mi lascia un gruppo ancora più profondo: averne solo intravisto le potenzialità, che mi intrigano molto, ci fa guardare con curiosità ed entusiasmo al futuro»